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09.01.2010

Rapporto Ecomafia 2009

storie e numeri della criminalità ambientale

 

Presentato il rapporto “Ecomafie 2009”, realizzato dall’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente (con prefazione di Pietro Grasso, Procuratore nazionale Antimafia).


L'iniziativa si è svolta presso l' Aula delle Conferenze del Tribunale di Catania - piazza G. Verga


Alla presentazione del rapporto sono intervenuti:

Mimmo Fontana, Presidente Legambiente Sicilia

Antonio Pergolizzi
, Coordinatore nazionale Osservatorio Ambiente e legalità

Enrico Fontana, Coautore del Rapporto Ecomafia 2009

Onofrio Lo Re, Procuratore aggiunto Procura della Repubblica di Catania

Ivan Lo Bello, Presidente Confindustria Sicilia

Dario Montana, Libera Catania

Tiziano Granata, Responsabile regionale Osservatorio Ambiente e Legalità

Renato De Pietro, Presidente Legambiente Catania

 

Due boss della mala reggina costruiscono una scuola barando sulla qualità del calcestruzzo. Durante una conversazione telefonica, uno dei due suggerisce di mettere meno cemento e più sabbia nell’impasto; l’altro gli risponde scocciato che in questo modo la pompa idraulica rischia di bruciarsi. Né l’uno né l’altro vengono sfiorati dalla preoccupazione che in questo modo la scuola rischia di crollare.
Ecomafia 2009 racconta storie come queste e rilegge un anno intero attraverso i numeri e i fatti della criminalità ambientale: traffici illeciti di rifiuti, abusivismo edilizio e appalti truccati, racket degli animali, archeomafia, agromafia, incendi boschivi e così via. Con una certezza: l’ecomafia non conosce crisi, anzi è sempre in forma smagliante. I numeri sono quelli ufficiali delle forze dell’ordine. Le storie, invece, danno senso, luogo, nome e faccia a quei numeri. Ci sono le vittime e i carnefici, le guardie e i ladri. Ben 25.776 ecoreati accertati, cioè quasi 71 al giorno, 3 ogni ora. Più del 48% si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale.

Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti, ben 25. Con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro, soldi sporchi accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla “Rifiuti Spa” in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Non è mai stata così alta. Anche l’abusivismo edilizio non conosce tregua: 28 mila nuove case illegali e un’infinità di reati urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio. E poi il saccheggio del patrimonio culturale, boschivo, idrico, agricolo e faunistico. Il perché sta tutto in un numero: 20,5 miliardi di euro. È l’incasso totale dell’ecomafia. Alla faccia della crisi economica.




L'altra tappa siciliana della campagna itinerante “No Ecomafia Tour” “Il contrasto alle Ecomafie, aspettando la nuova Legge sui reati ambientali” si è svolta venerdì 8 gennaio a Caltanissetta presso la sala Rossa del Cine-Teatro Bauffremont.