abusivismo edilizio alla foce del fiume Simeto

A partire dalla metà degli anni '70 del secolo scorso alcuni speculatori edilizi, favoriti dalla compiacente inerzia delle amministrazioni comunali, iniziarono a lottizzare vaste aree a ridosso delle zone umide site nei pressi della foce del Simeto. In pochi anni diversi villaggi abusivi sorsero lungo la costa ed a stretto contatto con le zone umide, alcune delle quali furono prosciugate per far posto ad intere lottizzazioni.
Nonostante le aree della foce del Simeto fossero inserite sin dal 1969 nel Parco Territoriale Urbano del Comune di Catania, l’abusivismo edilizio non venne contrastato adeguatamente e continuò anche dopo l'istituzione della riserva naturale avvenuta nel 1984.
Inizialmente l'assenza di qualunque provvedimento sanzionatorio da parte delle amministrazioni comunali e, successivamente, l’emanazione di ordinanze di demo­lizione rimaste solo sulla carta, consentì il dilagare del fenomeno.
Oggi circa tremila costruzioni abusive sono presenti nelle aree di riserva e, soprattutto, di pre-riserva. Le demolizioni sono avvenute soltanto dopo le pressanti denunzie delle associazioni ambientaliste e di Legambiente in particolare. Ad oggi sono state demolite circa 120 costruzioni.
Le responsabilità degli amministratori comunali non sono le uniche. Non vanno infatti dimenticati gli interventi degli enti fornitori di servizi pubblici e, in primo luogo, dell'ENEL, che oltre a fornire l'energia elettrica alle case abusive, ha anche realizzato intere reti di distribuzione in aree che erano prive di qualsiasi costruzione!
E' anche grave l'assenza dell'Assessorato regionale al Territorio e Ambiente che, da un lato, ha istituito la riserva e, dall'altro, non si è opposto allo scempio. Anzi, con Decreto del 10 marzo 1999, l’Assessorato regionale ha drasticamente ridotto l’estensione della riserva naturale al fine di estromettere quasi tutti gli agglomerati abusivi. Contro questo grave atto Legambiente ricorse al T.A.R. ed ottenne l’annullamento del decreto ed il ripristino della perimetrazione originaria.
L'abusivismo edilizio è certamente uno dei maggiori problemi in materia di tutela dei valori naturali e di gestione della riserva naturale. Esso si e sviluppato maggiormente nelle aree a nord e a sud dell'attuale perimetrazione mentre, fortu­natamente, solo una parte ha interessato le aree centrali dove sono presenti le zone umide più importanti.
Nonostante queste aggressioni l'interesse naturalistico delle zone umide della riserva è ancora molto alto e sono possibili interventi che restituirebbero dignità ad un'area di interesse naturalistico nel bacino del Mediterraneo. In tale ottica l'eliminazione degli agglomerati abusivi che risultano incompatibili con la tutela e la gestione dell'arca protetta si rende indispensabile sia per ripristinare le condizioni naturali a fini naturalistici e paesag­gistici e consentire una corretta fruizione, che per gli inaccettabili disturbi alla fauna e la distruzione della vegetazione delle dune determinati dalla massiccia presenza di persone nel periodo estivo.