Legambiente Catania
LEGAMBIENTE Catania - Piazza C. Alberto, 47 95129 Catania.
tel. 3930854397 legambientect@yahoo.it
 
   


 

 
Riserva naturale "La Timpa"
 
 
 
 
I fenomeni franosi
 
     
 

Le timpe di Acireale e Santa Tecla costituiscono entità geomorfologiche attive sia dal punto di vista morfodinamico (erosione delle acque di ruscellamento e marina, frane, crolli) che geodinamico (terremoti, deformazioni al suolo, fratture), pertanto gli interventi umani diretti alla loro stabilizzazione risultano alla lunga inutili.
I progetti di consolidamento delle scarpate che si stanno realizzando ignorano, invece, la dinamica, inarrestabile, di tali fenomeni naturali, proponendo il disgaggio di massi e la posa di reti metalliche.
Tali interventi potrebbero trovare giustificazione solo in pochi casi puntuali, laddove esistono situazioni di potenziale rischio per la presenza di infrastrutture o abitazioni e peraltro potrebbero essere realizzati con tecniche molto meno impattanti. La loro realizzazione, però, andrebbe prevista contestualmente all’eliminazione della principale causa che, negli ultimi anni, ha accelerato e molto spesso determinato il fenomeno dei crolli e delle frane, costituita dal concentramento selvaggio, in determinati punti delle timpe, delle acque meteoriche provenienti da monte.
Invocando i possibili rischi alla pubblica incolumità, si sta cercando di estendere questo tipo di interventi alle intere scarpate, ignorando invece gli interventi, indispensabili per il controllo delle acque meteoriche e determinando, in tal modo, le condizioni per il permanere indefinito dello stato di emergenza.
Le opere di canalizzazione delle acque meteoriche provenienti da monte sono poche e in alcuni casi incomplete o mal concepite in quanto determinano lo scarico concentrato delle acque in alcuni punti delle scarpate, favorendo, in occasione di eventi atmosferici di particolare intensità, l’innesco di fenomeni franosi.
Rispetto al passato, la situazione si è aggravata in quanto, in occasione di eventi atmosferici di particolare intensità, la “risposta idraulica” del territorio si è modificata negativamente. A partire dagli anni ’50 dello scorso secolo si è avuto, infatti, un notevole ampliamento delle aree urbanizzate e del sistema viario. Ciò ha comportato non solo un’estensione delle superfici impermeabili, accelerando lo scorrimento superficiale che un tempo era più lento, ma ha favorito anche nuove impreviste vie di incanalamento e concentrazione delle acque.

Anche gli incendi contribuiscono alla generazione di fenomeni di dissesto. La vegetazione naturale presente sulle timpe, in parte succeduta a colture agricole, svolge infatti un’insostituibile funzione di protezione degli strati meno compatti su cui si è sviluppata. Per tali ragioni i piani di sistemazione e di utilizzazione (non ancora avviati) avrebbero potuto prevedere interventi per favorire, secondo criteri naturalistici, la ripresa della vegetazione naturale.

 
     
     
 
 
 
Roberto De Pietro
Francesca Messina

Ultimo aggiornamento giugno 2009
 
 
 
     
     
     
     
     
 
 



LEGAMBIENTE Catania - Piazza C. Alberto, 47 95129 Catania