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Riserva naturale "Oasi del Simeto"
 
 
 
 
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erosione a sud della foce del Simeto

I mutamenti rispetto al passato
La foce del fiume Simeto e la costa sabbiosa del Golfo di Catania hanno subito, nel corso dei secoli, notevoli mutamenti sia naturali che, soprattutto negli ultimi decenni, di origine antropica. Le bonifiche prima e la speculazione edilizia dopo hanno prodotto la quasi totale scomparsa del possente cordone costiero di dune che si estendeva dall’attuale faro Biscari fino ad Agnone e delle vaste zone umide retrostanti. Il cordone di dune, oltre a costituire un ambiente naturale di estremo interesse, difendeva il litorale dall’erosione delle mareggiate.
Oggi resta ben poco di quegli ambienti e gli ultimi significativi residui sopravvissuti fanno parte della riserva naturale “Oasi del Simeto”.
Sulle variazioni della linea di riva hanno influito, tuttavia, più che gli eventi verificatisi lungo la fascia costiera, quelli avvenuti a monte, entro il bacino idrografico del Simeto. Alla composizione geologica del bacino idrografico e alla modificazione di alcuni parametri fondamentali (copertura boschiva, uso del suolo, opere idrauliche, ecc.) è infatti connesso, in maniera estremamente complessa, il trasporto solido del Simeto che rappresenta l’entrata principale del bilancio sedimentario del litorale del Golfo di Catania, presentando gli altri corsi d’acqua che sfociano nel medesimo litorale portate liquide assai modeste e carico solido trascurabile.

L’influenza delle opere idrauliche
I vistosi fenomeni di arretramento del litorale prossimo alla foce del Simeto in atto da diversi decenni sono da collegare ad alcune attività umane e, soprattutto, all’entrata in esercizio di quattro grandi serbatoi artificiali che si sono realizzati nel bacino del Simeto a partire dagli anni ’50 del secolo scorso: Ancipa (entrato in esercizio nel 1953, capacità utile 22,0 Mm³), Pozzillo (entrato in esercizio nel 1958, capacità utile 140,5 Mm³), Ogliastro (entrato in esercizio nel 1966, capacità utile 108,0 Mm³), Nicoletti (entrato in esercizio nel 1973, capacità utile 17,4 Mm³). A tali serbatoi si è successivamente aggiunto quello di Sciaguana, di dimensioni minori rispetto ai precedenti (entrato in esercizio nel 1992, capacità utile 9,9 Mm³). Tali serbatoi, che sottendono complessivamente circa il 30% dell’intero bacino del Simeto, trattengono oltre un milione di metri cubi di sedimenti all’anno. Quando entrerà in esercizio il serbatoio Pietrarossa (capacità utile 30,0 Mm³) l’attuale situazione si aggraverà ulteriormente.
Al fine di valutare l’entità della riduzione di trasporto solido derivante dall’entrata in esercizio dei serbatoi artificiali, può essere utile analizzare i valori di portata torbida registrati nella stazione idrometrica di Giarretta (posta sul Simeto a circa 22 km dalla foce e che funzionò nei periodi 1923-1942 e 1949-1967), dove fu installata, a partire dal 1936, anche una stazione di misura torbidometrica (che funzionò nei periodi 1936-1942, 1957-1958, 1964-1967). La costruzione dei serbatoi Ancipa e soprattutto Pozzillo condizionò i dati rilevati da tale stazione, essendo essa posta a valle dei due serbatoi. In particolare, confrontando i dati registrati dalla stazione torbidometrica di Giarretta, rispettivamente nei periodi antecedente e successivo al 1958 (anno in cui entrò in esercizio il serbatoio Pozzillo), si rileva una marcata riduzione delle portate torbide. Nel primo periodo (1936-1942 e 1957-1958) fu registrata, infatti, una portata torbida annua media di 177,0 kg/s e massima di 66.600,0 kg/s, mentre nel secondo periodo (1964-1967) una portata torbida annua media di 28,10 kg/s e massima di 7.960,0 kg/s. Le portate torbide annua media e massima si sono quindi ridotte, rispettivamente, al 15,9% e 12,0% di quelle iniziali.
Anche la diminuzione delle portate liquide a seguito dei prelievi idrici, tra cui principalmente quelli effettuati dagli stessi serbatoi e dalla traversa di Ponte La Barca realizzata sul Simeto (che consente di derivare 5 m³/s per usi agricoli e rende possibile un ulteriore prelievo massimo di 23.7 m³/s per l’invaso di Lentini), comporta una riduzione del trasporto solido per trascinamento lungo l’alveo fluviale di una quantità difficilmente valutabile ma assai considerevole.
Le opere di sistemazione fluviale del Simeto e dei suoi affluenti (soglie, briglie, argini) contribuiscono anch’esse a ridurre l’apporto di materiali solidi alla foce.

L’evoluzione dell’area litorale del Simeto
L’evoluzione dell’area litorale del Simeto denota notevoli mutamenti. In passato diversi autori hanno descritto e studiato la fascia costiera a sud di Catania (Gemmellaro 1839, Lo Priore 1900, Cosentino 1925). Alla fine del secolo scorso (1899) Marinelli fu il primo a notare un carattere migratorio della foce del Simeto. L’argomento fu ripreso successivamente da D’Arrigo che, in una serie di note (1929, 1950, 1953, 1959), sulla base della documentazione cartografica esistente e delle descrizioni di vari autori, pervenne alla conclusione che la foce del Simeto presentava delle migrazioni sulla direttrice nord-sud a carattere ciclico di circa 240 anni.
Tra gli interventi di origine antropica che hanno alterato la dinamica della foce del Simeto, il più determinante è stato, senza dubbio, quello effettuato dal Genio Civile tra la fine degli anni ’50 e gli inizi degli anni ’60 dello scorso secolo, che portò alla rettifica del tratto terminale del fiume con la creazione di una foce artificiale, ricavata all’interno di golene delimitate da argini.

I fenomeni erosivi in atto
Limitando l’analisi dell’evoluzione della linea di costa al periodo successivo all’intervento di rettifica del tratto terminale del Simeto, che è quello per il quale si manifestano gli effetti dovuti all’entrata in esercizio dei serbatoi, si denota una tendenza di forte erosione nella zona di foce e in tutta la fascia circostante (circa 7 km). Dal confronto delle cartografie, foto aeree e satellitari disponibili a partire dal 1969 si osserva come l’arretramento della fascia costiera sia continuo nel tempo. In particolare, nel periodo compreso tra il 1969 e il 2008, a metà circa della zona compresa tra la foce del Simeto e il lago Gornalunga, è riscontrabile un arretramento della linea di costa che ha raggiunto circa 150 m, corrispondente a una velocità di erosione di circa 4 m/anno. Poco più a monte, in prossimità del limite settentrionale della fascia boscata costiera tra la foce del Simeto e il lago Gornalunga, l’erosione, nello stresso periodo, è stata di circa 170 m, corrispondente a una velocità di erosione di oltre 4 m/anno. Ciò ha portato alla scomparsa del lago Gurnazza, al cui posto adesso c’è il mare, e al progressivo smantellamento del cordone di dune. Dall’analisi dei dati si osserva che la velocità di erosione si è accentuata negli ultimi anni, soprattutto in prossimità della foce del Simeto. Nella sezione di litorale in prossimità del limite settentrionale della fascia boscata costiera tra la foce del Simeto e il lago Gornalunga a cui si è fatto prima riferimento, la velocità di erosione è infatti aumentata da circa 2.8 m/anno nel periodo 1969-2000 (essendo arretrata la linea di costa in quel periodo di circa 85 m) a circa 10 m/anno nel periodo 2000-2008 (essendo arretrata la linea di costa in quel periodo di circa 80 m). Il citato valore di circa 4 m/a nel periodo 1969-2008 è sensibilmente maggiore di quello di 2.8 m/a del periodo 1969-2000 proprio per l’incremento di erosione avuto negli ultimi anni. A partire circa dal 2000, seppure tali variazioni possano mutare potendo essere legate a situazioni contingenti, si è assistito, inoltre, a un considerevole arretramento della bocca di foce con la regressione (circa 220 m nel periodo 1969-2008) e la sensibile riduzione della barra sabbiosa, che ha determinato la creazione di una piccola baia.
L’arretramento della costa riguarda anche i tratti di costa ancora più a sud della foce del Simeto, seppure con entità via via minori. Considerando la sezione di costa corrispondente al limite sud del villaggio Primosole II, l’erosione è stata di quasi 110 m nel periodo 1969-2000 e ha raggiunto il valore di circa 125 m nel periodo 1969-2008. Ancora più a sud, in corrispondenza del limite nord del villaggio Aurora, l’erosione è stata di circa 10 m nel periodo 1969-2000 e ha raggiunto il valore di oltre 20 m nel periodo 1969-2008.
Procedendo più a sud la costa si presenta stabile per un breve tratto. Successivamente, in prossimità del Fiume San Leonardo, si riscontra, invece, un modesto fenomeno di accrescimento che, tuttavia, sembra stia invertendosi negli ultimi anni.
Anche a nord della foce del Simeto la costa è in erosione, sebbene il fenomeno è più contenuto per la presenza dei pennelli artificiali in corrispondenza, rispettivamente, della foce del Simeto e, poco più a nord, della foce della vecchia ansa del Simeto. In corrispondenza del limite Nord del villaggio Azzurro l’erosione è stata di circa 20 m nel periodo 1969-2000 e di circa 30 m nel periodo 1969-2008. Più a nord, in corrispondenza del limite Nord del villaggio Ippocampo di Mare, l’erosione è stata di circa 15 m nel periodo 1969-2000 e di circa 25 m nel periodo 1969-2008.

La tendenza per il futuro
Poiché la causa determinante dell’alterazione dell’equilibrio preesistente della linea di costa in prossimità della foce del Simeto è dovuta alle opere idrauliche realizzate nel suo bacino è realistico ritenere, anche sulla base di simulazioni eseguite con modelli matematici, che quella attuale non sia una situazione di equilibrio e che la linea di costa continuerà ad arretrare.
È evidente che interventi di difesa del litorale rivolti a contrastare gli effetti del fenomeno, quali la realizzazione di barriere o pennelli, sono improponibili in quanto, permanendo il deficit di apporto solido, innescherebbero fenomeni di erosione ai margini dell’area da essi interessata, determinando ulteriori danni ad altri tratti della fascia costiera ricadente nella riserva naturale “Oasi del Simeto”.

I possibili rimedi
Gli unici interventi razionali sarebbero quelli mirati a ristabilire e assecondare la dinamica che presiedeva al funzionamento della linea di costa in prossimità della foce del Simeto. Poiché il livello di sensibilità ambientale attuale non è ancora tale da rendere fattibili interventi di tale tipo, si impone, quanto meno, che si accantonino definitivamente le proposte di ulteriori opere idrauliche ad elevato impatto nel bacino del Simeto tra cui, in particolare, quelle relative alla realizzazione di nuovi invasi artificiali.  

Febbraio 2010

Roberto De Pietro



 
   
Problematiche di conservazione
 
animazione erosione costiera foce fiume simeto
Evoluzione dell'erosione costiera alla foce del Simeto.

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erosione foce fiume simeto
Configurazioni della costa in corrispondenza della foce del Simeto negli anni 1969, 2000 e 2008.
 
 
erosione foce simeto
 
Effetti dell’erosione nel tratto di litorale a nord della foce della vecchia ansa del Simeto.
 
 
 
erosione sud foce simeto
 
Effetti dell’erosione nel tratto di litorale compreso tra la foce del Simeto e il lago Gornalunga.
 
 
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