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La riserva naturale integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi” è stata istituita al fine di “conservare e tutelare la vegetazione algale e la fauna dei piani dal sopralitorale all’infralitorale, nonché al fine di salvaguardare la lucertola endemica Lacerta sicula ciclopica, Taddei”.
La riserva include l’isola Lachea, il Faraglione grande ed una serie di scogli più piccoli, tutti di origine vulcanica, originatisi dalle prime attività del vulcano Etna. Non si tratta di colate laviche bensì di intrusioni di magmi nei sedimenti marini del golfo “pre-etneo”. Tale intrusione è dimostrata dalla presenza nella sommità dell’isola Lachea e del faraglione grande di argille marnose pleistoceniche. Di rilievo è anche la presenza di lave a struttura colonnare nel faraglione grande.
Mentre la copertura vegetale subaerea è di limitato interesse a causa dell’intervento antropico, quella sottomarina comprende una ricca e diversificata vegetazione algale.
Di estremo rilievo è la presenza della sottospecie endemica di lucertola (Podarcis siculus ciclopicus).
L’isola presenta anche interessanti testimonianze archeologiche di varie epoche storiche, sin dalla preistoria.
La vicinanza della riserva con la terraferma fa sì che durante i mesi estivi vi sia un’eccessiva presenza di bagnanti sulla fascia costiera nonché di imbarcazioni a motore.
La copertura vegetale delle aree site in prossimità del museo naturalistico appare alquanto banalizzata per la presenza di specie nitrofilo-ruderali la cui diffusione è probabilmente accentuata dalla periodica estirpazione della vegetazione effettuata dall’ente gestore; tale intervento viene giustificato al fine di prevenire incendi che potrebbero verificarsi per la caduta di fuochi d’artificio durante la festa di San Giovanni di Aci Trezza. Risulta necessario che il piano di sistemazione (non redatto) preveda interventi volti a favorire l’insediamento di forme più evolute di vegetazione naturale. |
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