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L'attuale perimetrazione prevista per la riserva naturale risulta del tutto inadeguata a tutelare efficacemente gli ambienti naturali.
Nel 1988 e nel 1992 Legambiente avanzò proposte di ampliamento della riserva naturale, allora denominata, non proprio correttamente, “Ingrottato lavico del fiume Simeto”.
La proposta del 1992, supportata da cartografie e relazioni scientifiche, si rese necessaria in quanto nella perimetrazione originaria non erano stati inclusi tratti del fiume di estremo rilievo naturalistico, mentre per altri tratti la delimitazione non appariva adeguata a consentire un’efficace tutela degli ambienti naturali.
Tali proposte sono state solo parzialmente accolte.
Ancora prima di istituire la riserva naturale andrebbe modificata sia la perimetrazione della zona A che della zona B.
La modifica della perimetrazione si rende in primo luogo necessaria al fine di includere le vere “forre” del Simeto (le gole della "Cantera").
Andrebbero inseriti, inoltre, quei tratti del fiume che ospitano ambienti acquatici e ripari peculiari, di grande interesse naturalistico, geomorfologico e paesaggistico (tratto a valle delle gole della Cantera, tratto tra le contrada Sciarrone del Duca, Carrubba e Santa Domenica, basalti colonnari di contrada Barrili).
Andrebbero incluse, anche, le aree che costituiscono l’habitat di specie faunistiche di particolare importanza quale il Grillaio (Falco naumanni), specie meritevole di attenta conservazione in quanto minacciata a livello mondiale.
Risulta, inoltre, opportuno tenere conto del S.I.C. (ITA070026 "Forre laviche del Simeto") individuato per tale tratto del Simeto.
Risulta infine opportuno estendere la perimetrazione sino ai confini del parco dei Nebrodi e del Parco dell'Etna al fine di creare importanti "corridoi ecologici" con gli ambienti di queste due importanti aree protette. |
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