Legambiente Catania
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Riserva naturale "Fiume Fiumefreddo"
 
 
 
 
Trasformazioni del territorio dell'area protetta
 
   
 

Attività vivaistiche ed agricole
La prima impressione che ha un visitatore dell’area protetta è quella di non trovarsi in una riserva naturale ma in un grande vivaio al margine del quale scorre un rigagnolo d’acqua. Le attività vivaistiche ed in misura minore quelle agricole si estendono, infatti, in gran parte della zona B e si spingono fino alle sponde del corso d’acqua.
La fascia di vegetazione riparia attualmente esistente è limitata o eliminata in numerosi tratti dalle predette attività, rendendo problematiche o conflittuali gli interventi di tutela e gestione. L’attività vivaistica, in particolare, essendo imperniata sulla produzione di piante ornamentali, oltre all’elevato utilizzo di acqua, comporta l’impiego di prodotti chimici e risulta, pertanto, pregiudizievole al mantenimento di una buona qualità biologica delle acque. Anche le esigenze della fauna (alimentazione, rifugio, riproduzione) non sono rispettate in quanto richiederebbero aree ben più ampie dell’attuale ristretta fascia lungo il corso d’acqua.
 L’ente gestore non ha intrapreso nessuna iniziativa per contenere le suddette attività, autorizzando, per di più, cambi di coltura e non intervenendo neppure nei casi in cui a ridosso delle sponde del corso d’acqua sono state piantate e rimosse (con inevitabili movimenti di terra) grosse piante ornamentali. L’ente gestore, anzi, come sarà meglio esposto di seguito, ha intrapreso interventi di distruzione della vegetazione riparia ed acquatica, che hanno esteso le aree a disposizione dell’attività vivaistica.
L’ente gestore, inoltre, ha realizzato, sebbene non previsti dal Piano di Sistemazione della riserva, dei sentieri i cui margini confinano da un lato con la sponda del corso d’acqua e dall’altro con le aree destinate all’attività vivaistica. Il mantenimento di tali sentieri non consente la possibilità di ricostituzione della vegetazione riparia che, viceversa, è una delle finalità istitutive della riserva.

Manomissioni da parte dell'ente gestore
Le maggiori manomissioni effettuate nella riserva dalla sua istituzione ad oggi sono state effettuate dall’ente gestore. Per ben due volte, nel 1997 e nel 2003 la zona A, per un’ampia fascia lungo la sponda sinistra del fiume, è stata sconvolta da lavori di sbancamento e di distruzione della vegetazione effettuati anche con l’utilizzo di mezzi meccanici.
I lavori del 2003 hanno sconvolto pesantemente lo stato dei luoghi, hanno comportato una profonda alterazione ambientale e paesaggistica e hanno eliminato l’intera fascia di vegetazione riparia; sono stati persino estirpati e tagliati esemplari arborei di salici e pioppi e bruciati rami e resti della vegetazione all’interno del bosco ripario. Difficilmente quantificabili, ma sicuramente gravi, sono stati i danni apportati alle specie animali presenti nella riserva.
Le gravissime e rozze manomissioni hanno comportato, ovviamente, la violazione di diversi punti del regolamento della riserva da parte di chi avrebbe il compito di farli rispettare.
Va evidenziato che sia nel 1997 che nel 2003 i lavori sono stati affidati ad una cooperativa di cui facevano parte componenti della locale sezione del WWF e che, oltre a devastare ambienti naturali, ebbero l’effetto di “ripulire” il terreno e facilitare il deflusso delle acque a tutto vantaggio di un proprietario dei terreni limitrofi al corso d’acqua.
Simile intervento la Provincia Regionale lo effettuò nell’estate del 2000: con l’utilizzo di mezzi meccanici cingolati venne sbancata l’area della sorgente “Capo d’Acqua” ed asportata la vegetazione naturale. La motivazione di tali lavori, spacciati per di più come interventi di ripristino ambientale, sarebbe stata la prevenzione di incendi nella riserva.

testo tratto da:
Legambiente Catania. 2006 - La gestione delle riserve naturali nella provincia di Catania.

 
     
   
Le attività vivaistiche si estendono su vaste aree e sino alle sponde del corso d’acqua
 
Problematiche di conservazione
 
 
 
 
 
La distruzione della vegetazione effettuata nel 2003 dall’Ente Gestore.



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