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Parco dell'Etna
 
 
 
 
Istituito nel 1987, è il primo parco naturale siciliano. Insieme ai parchi naturali delle Madonie e dei Nebrodi, il parco dell'Etna è stato individuato dalla legge regionale n. 98 del 1981.
 
 


Dopo il Parco dei Nebrodi è l'area protetta più estesa della Sicilia (circa 59.000 ha).
L'eccezionale interesse naturalistico del parco è universalmente noto sia per la presenza del complesso edificio vulcanico attivo che per i peculiari ambienti naturali; inoltre, alcune delle parti sommitali del vulcano possono essere incluse tra le pochissime aree wilderness della Sicilia.

Mentre gli aspetti naturalistici e vulcanologici sono abbastanza conosciuti, similmente non si può dire per le problematiche di conservazione.

In primo luogo, nonostante siano trascorsi oltre 20 anni dall'istituzione del Parco, non vi è una adeguata vigilanza; l'ente Parco, infatti, non dispone ancora di un corpo di vigilanza mentre il personale del Corpo Forestale è sempre insufficiente.

L'assenza di efficaci controlli consente diverse aggressioni agli ambienti naturali protetti, dal bracconaggio all'abbandono di rifiuti, dall'edificazione abusiva al taglio di alberi, ecc.

L'abbandono di rifiuti ha assunto negli ultimi anni dimensioni preoccupanti. A tal proposito Legambiente ha recentemente effettuato un censimento di alcune delle micro discariche presenti nel territorio del Parco; sino ad oggi, tuttavia, non sono ancora stati adottati provvedimenti efficaci per reprimere un fenomeno che, oltre a determinare gravi danni ambientali nuoce all'immagine stessa del Parco.

Si è ancora in attesa di azioni incisive da parte dell'Ente Parco che ancora non ha assunto le problematiche di conservazione quale punto fondamentale e prioritario della propria azione di gestione.

La minaccia maggiore all'integrità del Parco dell'Etna deriva da ipotesi di creazione di ulteriori strutture turistiche nell'area del versante nordo ovest dell'Etna. Tali ipotesi sono state oggetto di disegni di legge alcuni anni fa abbandonati a seguito delle forti proteste del mondo scientifico e delle associazioni ambientaliste.
Desta preoccupazione la presentazione di un nuovo disegno di legge da parte di un deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana che ripropone un modello di sviluppo fondato sul consumo del bene piuttosto che sulla sua valorizzazione, senza vantaggi equamente distribuiti tra le popolazioni, ignorando che la conservazione dei valori naturali dei parchi costituisce un bene fondamentale per un duraturo sviluppo socio-economico dei territori interessati.


Argomenti correlati disponibili:

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ultimo aggiornamento luglio 2010

 
     
     
     
     
     
     
 
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