Numerose aree del Parco dell’Etna sono devastate da micro discariche contenenti anche rifiuti con amianto.
Legambiente ha individuato un lungo elenco di siti e denuncia l’assenza di interventi di bonifica e di prevenzione.
Legambiente ha presentato una circostanziata denuncia agli Enti competenti (Ente Parco dell’Etna, Prefetto di Catania, Procura della Repubblica di Catania, Provincia Regionale di Catania, Comuni ricadenti nel Parco, Organi di Polizia, Forestale, Ministeri ed Enti che si occupano di tutela ambientale e salute pubblica) per ribadire, come già fatto in passato, che numerose aree del Parco Naturale dell’Etna sono devastate dalla presenza di micro discariche.
Legambiente ritiene che, in assenza di efficaci iniziative per contrastarlo, il fenomeno di proliferazione delle micro discariche all’interno del Parco dell’Etna stia assumendo, rispetto anche al recente passato, dimensioni sempre maggiori e preoccupanti. Aree di singolare bellezza e di enorme interesse naturalistico vengono profondamente alterate e ridotte, in alcuni casi, a posti di estremo degrado, cagionando danni ambientali e paesaggistici assai rilevanti, nocendo all’immagine stessa del Parco e determinando, per di più, la necessità di reperire somme sempre più ingenti di denaro per eseguire in futuro i necessari e doverosi interventi di bonifica.
Nella denuncia è stato anche evidenziato che in molte di queste micro discariche si rinvengono rifiuti contenenti amianto, costituiti, in prevalenza, da lastre ondulate di copertura, vasche per la raccolta di acqua e tubazioni. Tali manufatti sono, quasi sempre, danneggiati ed essendo, inoltre, esposti agli agenti atmosferici, agli sbalzi termici e all’azione di microrganismi, si presentano, di norma, deteriorati in superficie. Il loro cattivo stato di conservazione determina affioramenti delle fibre di amianto e fenomeni di liberazione delle stesse. Tale situazione, oltre a causare un gravissimo inquinamento ambientale, produce un inaccettabile rischio per la salute dei cittadini e in particolare di quelli che si aspetterebbero di trovare in un’area naturale protetta un luogo salubre.
La denuncia è stata accompagnata da un lungo elenco di siti, per ognuno dei quali è stato indicato il Comune in cui ricade ogni micro discarica, la località, la zona del Parco, l’eventuale presenza di amianto e le coordinate geografiche, rilevate mediante dispositivo satellitare. È stato precisato, onde evitare possibili contestazioni strumentali da parte dei Comuni maggiormente presenti rispetto ad altri, che l’elenco è solo indicativo e che un censimento completo andrebbe effettuato dagli Organi preposti, a partire dall’Ente Parco.
I rilevamenti effettuati da Legambiente hanno confermato che le aree maggiormente interessate dal fenomeno sono quelle prossime ad arterie stradali o piste carrozzabili. Ed è per tale motivo che una delle richieste già avanzate all’Ente Parco ai fini della prevenzione dell’abbandono di rifiuti sia stata quella di prevedere un censimento di tutte le piste e la loro eventuale chiusura al transito motorizzato, consentendo l’acceso solo agli eventuali proprietari dei fondi.
Legambiente ha invitato l’Ente Parco, la Provincia Regionale di Catania e i Comuni interessati ad avviare, anche di concerto tra loro, interventi di bonifica e di restauro ambientale dell’innumerevole numero di aree degradate dalla presenza di rifiuti.
Al Prefetto di Catania, considerato che il problema delle micro discariche produce danni ambientali gravissimi e genera rischi assai elevati per la salute dei cittadini, costituendo una vera e propria emergenza, Legambiente ha chiesto di farsi parte attiva affinché i Comuni, la Provincia Regionale di Catania e l’Ente Parco attivino tutte le procedure per pervenire alla corretta bonifica dei luoghi interessati e al loro successivo ripristino ambientale nonché intraprendano tutte le iniziative per prevenire la formazione di nuove micro discariche e comunque il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti all’interno del territorio del Parco dell’Etna.
Alla Procura della Repubblica e agli Organi di Polizia è stato, infine, chiesto di accertare la sussistenza di eventuali reati, anche omissivi, e adottare, nel caso, i provvedimenti opportuni.
Elenco dei siti delle micro discariche con le fotografie
il documento inviato agli enti competenti