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16 ottobre 2009 Nella riserva naturale “Oasi del Simeto” reti da pesca mettono a rischio gli uccelli acquatici protetti Legambiente ha denunciato al Nucleo Operativo di Catania del Corpo Forestale che in una delle zone umide di massima protezione della riserva naturale “Oasi del Simeto” (zona A) è stata posizionata una rete, sebbene, a norma di regolamento, sia vietato l’esercizio della pesca. Tale rete, oltre a determinare un inaccettabile disturbo alla fauna, rischia, come già avvenuto in passato nella stessa riserva naturale, di far restare impigliati gli uccelli acquatici che frequentano la zona umida, provocandone la morte. L’area in questione è frequentata da polli sultani, volpoche, moriglioni, gallinelle d’acqua, ecc. La Provincia Regionale di Catania, malgrado i mezzi e le risorse di cui dispone, si rileva incapace nel contrastare le gravissime violazioni che sistematicamente avvengono nella riserva, anche a spese, come nel caso in esame, della fauna selvatica. Più in generale, come Legambiente denunzia da anni, l’Ente gestore si rende responsabile del continuo e inesorabile deterioramento della riserva “Oasi del Simeto” che ha affidata in gestione da ben 21 anni in quanto, oltre a non contrastare gli abusi, non appare in grado di proporre interventi di conservazione mirati a invertire tutti i processi che stanno alterando o facendo sparire parte degli importantissimi ambienti naturali.
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