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4 dicembre 2010

Modifica della perimetrazione della riserva naturale “Oasi del Simeto”: si alla possibilità di sanare gran parte delle costruzioni presenti a condizione che si demoliscano quelle incompatibili con la tutela e conservazione degli ambienti naturali.


In merito all’incontro tenutosi in data odierna, presso il Centro Fieristico “Le Ciminiere”, convocato dall’Assessore alle Politiche dell’Ambiente e del Territorio della Provincia Regionale di Catania Domenico Rotella per pervenire, mediante un tavolo tecnico, a una modifica della perimetrazione della riserva naturale Oasi del Simeto, Legambiente ritiene possibile individuare una proposta che consenta di ottenere tutela e conservazione degli ambienti naturali della riserva naturale e fornire risposte a gran parte dei proprietari delle costruzioni sorte abusivamente.

A scanso di equivoci, che potrebbero derivare da chi sostiene che è “tutto distrutto”, è opportuno evidenziare che, nonostante le aggressioni subite, la riserva riveste un rilevante interesse naturalistico ed elevate potenzialità soprattutto come area di protezione dell’avifauna e per la presenza di ambienti estremamente diversificati. L’individuazione di gran parte del territorio della riserva quale Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) e Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.), ai sensi delle direttive nn. 92/43/CEE e 79/409/CEE, costituisce un’ulteriore conferma di questo interesse naturalistico.

Secondo Legambiente è possibile estromettere dalla riserva naturale soltanto quegli agglomerati abusivi situati ai margini dell’area protetta, ove peraltro è presente il maggior numero di costruzioni, mentre per gli agglomerati situati in prossimità delle zone umide va confermata l’incompatibilità con il mantenimento degli ambienti naturali protetti e prevista la demolizione ed il successivo ripristino naturalistico. In tal modo si sgombrerebbe il campo dalle “ipocrisie” a cui ha fatto riferimento lo stesso Assessore Rotella in relazione all’assenza di “risposte” agli abitanti delle costruzioni sorte abusivamente e si potrebbe avviare l’indispensabile processo di risanamento ambientale sinora negato per disinteresse, ignavia o convenienza politica del momento.

È forse questa l’occasione per affrontare le problematiche di conservazione dell’area protetta ed evidenziare l’assoluta incompatibilità ambientale di alcuni degli agglomerati abusivi esistenti. Basti ricordare, ad esempio, che il villaggio costruito tra la foce del Simeto e la foce della vecchia ansa del Simeto, dove la natura dei terreni (argille) e la ridottissima profondità della falda rendono inevitabili gli allagamenti e il permanere dell’acqua, è incompatibile con la tutela di questi ambienti a meno di non volere ipotizzare inammissibili quanto radicali e costosi interventi di bonifica idraulica. Stesso dicasi per il villaggio costruito colmando una porzione del lago Gornalunga, sommerso dalle acque non appena il livello del lago si innalza. Qualora esso fosse sanato l’Ente Gestore dovrebbe continuamente risarcire con soldi pubblici i proprietari delle costruzioni dai danni causati dall’acqua o intervenire, anche in questo caso, con improponibili interventi di bonifica idraulica. Se si accetta quindi, senza “ipocrisie”, come necessaria la demolizione degli agglomerati abusivi incompatibili, Legambiente offrirà, come ha sempre fatto, il proprio contributo per pervenire a una proposta di dettaglio.

     
 
     
fotografie aeree di alcuni degli agglomerati abusivi incompatibili all'interno della riserva naturale "Oasi del Simeto"
     
 
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