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3 settembre 2009

LEGAMBIENTE DA ANNI DENUNCIA LA PRESENZA DI RIFIUTI, ANCHE DI AMIANTO, NELLA RISERVA NATURALE OASI SIMETO

Legambiente ha appeso con compiacimento, dagli Organi di informazione, del provvedimento di sequestro di una vasta area ricadente all’interno della riserva naturale “Oasi del Simeto”, disposto dalla Magistratura di Catania a seguito di indagini condotte dalla Guardia di Finanza.

La scoperta di una discarica di rifiuti su un’area vasta, come quella sottoposta a sequestro, è la triste dimostrazione di come vengono gestite molte aree protette in Sicilia e di come viene gestita, in particolare, la riserva naturale “Oasi del Simeto”, affidata in gestione, dal 1988, alla Provincia Regionale di Catania.
Legambiente fa presente che da decenni ha chiesto alla Provincia Regionale di Catania di intervenire per bonificare le numerose aree invase dai rifiuti, molte delle quali interessate anche da quelli contenenti amianto.

Legambiente ha, in particolare, segnalato ripetutamente tali siti all’Ente gestore e indicato, mediante precisi riferimenti cartografici, le aree interessate da rifiuti contenenti amianto. È stato evidenziato ai responsabili della gestione dell’area protetta che alcuni di tali siti ricadono in zona A (zona di massima protezione o riserva integrale) o al confine di essa e comunque in aree di elevato interesse naturalistico come, solo per citare due esempi, la vecchia ansa del Simeto e uno degli stagni costieri limitrofi al villaggio “Ippocampo di Mare”. A fronte di tante note la situazione è rimasta, negli anni, pressoché immutata o è andata a peggiorare.

Va specificato che la Provincia regionale deve intervenire non soltanto perchè ente gestore della riserva (e già sarebbe sufficiente!) ma anche perchè l’attuale normativa attribuisce alle Province regionali la competenza alla rimozione e bonifica delle aree interessate dall’abbandono di rifiuti situate al di fuori del perimetro dei centri abitati.

Legambiente nei prossimi giorni rinnoverà alla Provincia regionale di Catania e alla Magistratura i propri esposti relativi ai siti della riserva naturale, di cui è a conoscenza, interessati dall’abbandono di rifiuti (compresi quelli contenenti amianto) anche al fine di avviare, finalmente, le necessarie attività di bonifica che si attendono da decenni.

Legambiente auspica che interventi come quelli eseguiti dall’Autorità Giudiziaria possano contribuire, in futuro, a stimolare i funzionari responsabili della gestione dell’area protetta a svolgere i dovuti e normali compiti derivanti a loro da tale ruolo.

 
vecchia ansa del simeto
Rifiuti in zona A in uno degli stagni costieri della riserva
 
Tubi in cemento-amianto scaraventati in zona A
nella vecchia ansa del Simeto
     
     
 
(clicca per ingrandire)