5 ottobre 2011
Bracconieri abbattono specie protette nella zona di massima protezione della riserva naturale Oasi del Simeto. Ennesimo esempio di disinteresse nella tutela e di pessima gestione dell’area protetta.
Nei giorni scorsi sulla sponda sinistra del torrente Buttaceto, in piena zona di massima protezione della riserva naturale Oasi del Simeto (zona A), alcuni bracconieri hanno cacciato per un intero pomeriggio.
È gravissimo e inammissibile che simili episodi possano avvenire indisturbati in un’area dove la caccia è formalmente vietata da circa quaranta anni. E ancor più grave è che i bracconieri abbiano sparato anche a specie di particolare interesse ai fini della conservazione. È stato osservato sparare a un falco di palude (Circus aeruginosus) e a numerosi polli sultani (Porphyrio porphyrio) che si trovavano lungo il torrente Buttaceto, il cui livello idrico si presentava elevato a seguito delle notevoli precipitazioni degli scorsi giorni.
Legambiente ha richiesto l’intervento del Corpo Forestale che non è intervenuto per l’assenza di personale. Malgrado l’attività dei bracconieri si sia protratta per l’intero pomeriggio e fosse facilmente rilevabile anche a distanza per le forti detonazioni provocate dai colpi di fucile, non sono stati registrati né la presenza né tanto meno l’intervento di personale dell’Ente gestore o della Polizia Provinciale.
Episodi come quello denunciato confermano, ancora una volta, l’assenza di basilari strategie di tutela nella gestione della riserva naturale Oasi del Simeto da parte della Provincia Regionale di Catania che ha determinato enormi danni agli ambienti naturali e alla salvaguardia, in particolare, di flora e fauna.
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I bracconieri ripresi nella riserva naturale. |
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