19 ottobre 2009
Timpa di Leucatia: nuovo esposto di Legambiente alla Magistratura perchè continua la distruzione di un'area sottoposta a tutela per la presenza di boschi
Legambiente ha presentato un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Catania, richiedendo il sequestro di un’area nel Comune di Catania, ricadente nella collina di Leucatia, dove si stanno realizzando edifici in cemento armato. L’area presenta un elevato interesse naturalistico, storico, paesaggistico e archeologico ed è interessata da formazioni boschive e a macchia mediterranea, tutelate dalla normativa sui boschi (L.r. 16/1996 e s.m.i.), la cui presenza la sottopone a vincolo di inedificabilità.
Per tale area Legambiente aveva già presentato, lo scorso 1 luglio, un esposto, quando erano in corso soltanto i lavori di sbancamento e di scavo. I lavori finora eseguiti, oltre a turbare l’area dal punto di vista ambientale e paesaggistico, hanno manomesso, assieme ai precedenti sbancamenti e scavi, la stratigrafia archeologica dell’area, anche in quelle parti dove, in base alle informazioni e conoscenze di Legambiente, erano stati rinvenuti reperti archeologici. In quest’area, infatti, in cui è presente in prossimità dei lavori un edificio a pianta quadrata di età imperiale romana, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania – Servizio Archeologico aveva eseguito, in passato, dei saggi che avevano consentito di rinvenire una tomba a cassa di epoca romana (II-III sec. d.C.), una grande quantità di materiale ceramico attribuibile al passaggio dal Tardo Bronzo all’Età del Ferro, frammenti ceramici che si attestano dal Bronzo Medio sino ad epoca greco-arcaica e un muro databile almeno al VI sec. a.C.
Va rilevato che la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Catania - Servizio per i Beni Paesistici, Naturali, Naturalistici e Urbanistici ha rilasciato due nulla osta (ai sensi dell’art. 146 D. lgs n. 42/2004 e s.m.i.) per gli edifici che si stanno realizzando, malgrado il noto interesse archeologico dell’area e l’impossibilità di costruire nelle fasce di rispetto dei boschi, paradossalmente individuati dallo stresso servizio della Soprintendenza nella propria cartografia delle aree boscate.
Contestualmente alla denunzia di luglio, Legambiente aveva quindi invitato la Soprintendenza a voler annullare i nulla osta rilasciati in violazione della legge sui boschi ed ad apporre un vincolo su tutta l’area per la tutela degli aspetti archeologici. Nulla però, a quanto risulta a Legambiente, è stato fatto e i lavori, come detto, sono continuati.
Legambiente ritiene gravissimo che preziose e rare risorse ambientali e archeologiche siano distrutte a seguito di provvedimenti emessi verosimilmente in modo illegittimo dagli Enti preposti alla loro tutela.
normativa sui boschi ed altre vertenze di Legambiente sulla tutela delle aree boscate
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Vista di parte degli sbancamenti effettuati nell’area alla data del 6/6/2009.
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L’area come si presentava alla data del 10/10/2009.
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Particolare delle strutture realizzate (10/10/2009).
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I lavori sono effettuati nella fascia di rispetto del bosco (10/10/2009)
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Particolare che dimostra come le strutture siano realizzare a ridosso del bosco (10/10/2009)
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