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Bosco di Santa Maria La Stella (ITA070021)
 
 
 
 

Il bosco di Santa Maria la Stella è il più importante relitto del ben più vasto e mitico "Bosco di Aci" e riveste un eccezionale interesse naturalistico in quanto è l’ultimo della fascia pedemontana etnea a presentare una significativa estensione e continuità ambientale.
Il bosco, oltre ad essere assoggettato alla normativa specifica per la salvaguardia delle aree boscate ed a quella paesaggistica, è sottoposto a tutela dall’Unione Europea quale Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) denominato “ITA070021 Bosco di S. Maria la Stella”.

 
 
 
 
La sopravvivenza di questo bosco è stata sempre a rischio negli ultimi anni.
In particolar modo nei primi anni '90 del secolo scorso il Piano regolatore del Comune di Aci S. Antonio prevedeva la totale distruzione del bosco negando la sua stessa esistenza. Soltanto una incisiva azione da parte di Legambiente e di altre associazioni, attraverso esposti, denunzie alla Magistratura, ricorsi al TAR, ha permesso che questo bosco giungesse sino ai giorni nostri.

Negli ultimi due anni si sono avuti altre gravi manomissioni, di cui l'ultima, paradossalmente, ad opera della Provincia regionale di Catania, l'ente che ha acquistato l'area del bosco al fine di creare un parco suburbano (vedi comunicato del 15 marzo 2008).
Ed oggi è proprio la realizzazione del parco suburbano a destare le maggiori preoccupazioni sulla salvaguardia del bosco in quanto sono previste opere del tutto inconciliabili con un'area di grande interesse naturalistico.

In particolare il progetto redatto dalla Provincia regionale di Catania prevede una serie di interventi che determinerebbero una consistente ’antropizzazione del bosco e delle aree limitrofe con un’inaccettabile perdita di naturalità e conseguente banalizzazione dell’ambiente.
Gli interventi maggiormente impattanti risultano essere:
 
 
  • la sistemazione dei percorsi sterrati esistenti e la creazione di nuovi tratti di collegamento per la fruizione dell’area attrezzata;
    la pulitura del sottobosco e il ripristino dei percorsi che portano alle aree accessibili del bosco;
  • la piantumazione di essenze arboree, arbustive, con formazione di un manto erboso;
  • la collocazione di cestini porta rifiuti lungo i percorsi interni;
  • la realizzazione di “percorsi vita” con attrezzi per l’atletica o per “attività ginniche in genere” e di fontanelle lungo i percorsi interni;
  • la realizzazione di un campeggio in un’area di circa 5000 mq;
  • l’impianto di un “giardino di arance”;
  • la realizzazione di strutture per lo svago, lo sport, i pic nic in un’area a sud e a sud-est di Case Boscarino.
 
 

Legambiente ha pertanto invitato la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Catania a rivedere la propria autorizzazione che non teneva conto dell'esistenza del S.I.C. nell'area del bosco.

[vedi nota inviata alla Soprintendenza].


ultimo aggiornamento febbraio 2009



 
 
 
 



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