Legambiente Catania
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ecoconsigli a cura di Laura Sciacca

Perché questa rubrica? Perché vivi tra acqua, terra e cielo e … se riesci ancora ad emozionarti abbracciando un albero, se ogni tanto alzi gli occhi dalla tastiera del cellulare e ti perdi nell’infinità del cielo, se preferisci il gusto di una pietanza preparata in casa con le tue mani invece di un mini pasto veloce precotto da congelare in quattro e quattro otto, se apprezzi il gusto della semplicità, se credi che la vita possa avere ritmi lenti e non debba sempre e comunque percorrere binari ordinari, se non segui sempre il gregge, ma lo osservi e impari da quello che accade attorno a te, se riesci ad essere piacevolmente bizzarro e realista con semplicità, se ti soddisfa di piu’ una domenica con gli amici in campagna piuttosto che al centro commerciale, se guardi oltre il presente per vedere un futuro nel quale l’uomo ritorni in sintonia con la natura, ne senta i ritmi e la viva da dentro, allora questi ecoconsigli sono per te. Nati da esperienze di vita vissuta, sono a tua disposizione per invitarti a sperimentare nuove scelte responsabili.


ALLA SCOPERTA DELLA...COLAZIONE SANA

Ho sentito per anni consigli su come affrontare bene la giornata partendo dalla prima colazione, ho imparato a farla (fino all'adolescenza uscivo da casa digiuna), ho provato quella dolce e quella salata eppure, qualcosa continuava a non andare bene: a metà mattina provavo sempre senso di nausea e poi cali di zuccheri e di pressione, stanchezza,fame. Mi buttavo quindi su caramelle e snack, arrivando al pranzo già piena, capivo quindi che la mia colazione, non per niente definita "il pasto più importante della giornata", la giornata me la rovinava! Poi ho provato per caso a sostituire i biscotti con il pane integrale di segale e lo zucchero col miele, abbinando una tazza di latte e la vita è cambiata: niente più nausea (dovuta ai troppi zuccheri e grassi contenuti nei biscotti, difficili da digerire), non più cali di pressione, perchè il miele è un energetico a rilascio graduale, al contrario dello zucchero, niente più buchi nello stomaco alle 10, perchè il pane integrale contiene molte fibre che riempiono senza appesantire. Morale: non cambierò più colazione e vi consiglio caldamente di provare la mia (se poi il pane lo fate in casa è ancora meglio).



BOMBONIERE: DONI CON UNA MARCIA IN PIU'

Sempre più spesso, in occasione di cerimonie, assisto mio malgrado, alla distribuzione di bomboniere tanto costose quanto inutili e da una vita sento accompagnare la bomboniera all'inevitabile frase (da parte di chi la riceve) "E' un oggetto carino, ma inutile! Non so proprio dove metterlo." Sono certa che frasi del genere ne avete sentite spesso anche voi, eppure...ogni volta che si presenta il problema "bomboniera" ci ricaschiamo, finendo per regalare ai nostri ospiti il solito oggettino che nel peggiore dei casi finirà nella spazzatura, nel migliore nel salotto ad ingrassare le file dei soprammobili da spolverare. Troviamo il coraggio di dire "basta!" a questa "tradizione moderna"(le nostre nonne infatti regalavano solo i confetti) e pensiamo a come ringraziare gli invitati, ma in maniera sensata ed ecologica. Vi do alcune idee, ma sarebbe ancora più bello se ognuno di voi si inventasse la propria bomboniera in base alle proprie idee, al
messaggio che vuole comunicare, alle proprie capacità artistiche.
- Le bomboniere solidali. Ormai sempre più diffuse: il festeggiato devolve una cifra ad una associazione di volontariato e quest'ultima manda delle lettere di ringraziamento per ogni invitato.
- Le piantine o i semi. Regalare una pianta, un essere vivo, da curare e amare è meraviglioso e ancora più simbolico è regalare dei semi da piantare(anche di piante rare). Soprattutto in caso di nascite e matrimoni, simboleggiano nuove vite che si aprono al mondo, una coppia che crea una famiglia.
- un oggettino fatto da voi. Come un quadretto da appendere o un centrino o un fazzoletto ricamato: non sarà un oggetto fatto in serie e per questo porterà dentro parte di voi.
In ogni caso saranno doni che verranno dal cuore.




LA CURA

"Dipende da noi essere in un modo piuttosto che in un altro. Il nostro corpo è un giardino, la volontà il giardiniere. Puoi piantare l'ortica o seminare l'insalata, mettere l'issopo ed estirpare il timo, far crescere una sola qualità di erba o svariate qualità, lasciare sterile il terreno per pigrizia o fecondarlo con il lavoro. Il potere e l'autorità dipendono da noi."


William Shakespeare, "Otello", atto I, scena III




ANDAR PER VERDURE - 1
LA BORRAGINE

Tra i miei ricordi di infanzia ci sono le allegre giornate primaverili trascorse coi nonni a raccogliere verdure selvatiche nei campi e negli orti abbandonati e la soddisfazione di poter gustare, alla sera ricette preparate con borraggine, "cauliceddi", ortiche appena colte. Quelle verdure crescevano abbondanti un pò ovunque fuori dalla città e potevi prenderne sacchi interi e poi regalarli a parenti e amici che erano sempre felicissimi di riceverli! Di recente queste abitudini sono un pò cadute in disuso, anche se alcune associazioni, per non perdere la tradizione propongono addirittura corsi sul riconoscimento e raccolta delle piante spontanee (a tal proposito vi segnalo "Natura sicula"). Per facilitarvi il vostro "andar per verdure" ecco una breve scheda della borragine
- Piante erbacea annuale con fusti eretti, ramificati, alti fino a 50 cm. Le foglie sono opposte, spicciolate ovato-bislunghe, a volte bollose. I fiori generalmente bianchi, rosei o lilla, riuniti in spighe. Fiorisce da giugno ad agosto.
Raccogliere le foglie, i germogli e i fiori appena sbocciati e consumarli freschi.
Uso in cucina e proprietà
Le foglie e i germogli si consumano nelle insalate e cotti come spinaci e nelle minestre; gli steli vengono fritti. I fiori freschi, dal sapore delicato di cetriolo, possono essere aggiunti a insalate o messi a macerare in aceto bianco conferendogli un piacevole colore azzurro. Proprietà: diuretiche, depurative, emollienti, lenitive della pelle.



AMICO TE'

Spesso avanza un pò di tè e tiepido non è più tanto buono da bere, quindi solitamente lo buttiamo, ma da oggi possiamo usarlo per liberarci delle incrostazioni di calcare!

Come? Immergiamo ad esempio un pentolino nel tè al limone e facciamolo bollire per alcuni minuti.
Poi puliamo con una retina e tornerà a brillare!

Ricordiamoci inoltre che le bustine di tè usate possono:
1) andare a finire nel compost
2)messe direttamente nei vasi costituiscono un ottimo concime.

Col tè si possono preparare inoltre gelatine, liquori e perfino dolci!

Piantagione di tè in Malesia - Chmouel Boudjnah

Una dritta: LIQUORE AL TE'

Occorrono: 400 ml di alcool

400 gr di zucchero di canna

1 stecca di vaniglia

3 cucchiai di foglie di tè anche aromatizzato

e 500 gr di acqua.

Preparate un tè con l’acqua e le foglie, lasciandole in infusione qualche ora. Aggiungete lo zucchero e la vaniglia, riscaldate di nuovo e fate sobbollire una decina di minuti. Una volta freddo, aggiungete l’alcool, filtrate con un telo e imbottigliate. Deve riposare un paio di mesi al buio prima di essere bevuto. Si serve ghiacciato.



UNA BEVANDA CHE SCALDA IL CUORE


Un paio di pomeriggi fa, rannicchiata sotto le coperte in preda ad un terribile raffreddore, leggendo l'ultimo numero de "La nuova ecologia", i miei occhi sono caduti su un articoletto posto in fondo ad una pagina. Tema: la preparazione casalinga di uno sciroppo anti infreddature. Sono corsa in cucina e dopo pochi minuti ho gustato la bevanda (più che uno sciroppo in effetti il risultato finale somigliava ad un infuso, per via della mia scarsa capacità a calcolare le dosi ad occhio). Ebbene lo "sciroppo allungato"era davvero ciò che prometteva:un vero rimedio per il raffreddore, ottimo per scaldare, dare energia e vitamina C, dare sollievo alla gola e buonissimo! Così delizioso che ormai è diventato un must dei pomeriggi invernali di tutta la mia famiglia!
Allora, due consigli: primo, occhio ai particolari, agli articoletti nascosti, perchè spesso contengono tesori inaspettati (sempre che abbiate cura di leggere giornali degni di questo nome), secondo, non perdetevi "la bevanda che riscalda il cuore", così l'ho ribattezzata. Eccone la ricetta, nella mia versione: in un pentolino fate sobollire per 8/10 minuti, mescolando spesso, 3/4 di un bicchiere d'acqua, il succo di un limone, un cucchiaio colmo di miele e 4 chiodi di garofano. Bevete caldissimo comodamente seduti in poltrona, assaporando fino in fondo la sinfonia di sapori così ben sposati fra loro: il dolce del miele, l'acidulo del limone e lo speziato dei chiodi di garofano.
N.B.Se volete ottenere uno sciroppo riducete la quantità d'acqua e allungate i tempi di bollitura.



TRUCCHETTI

Ecco a voi altri due trucchi di sicura riuscita per facilitarvi la vita a casa:

1) PER ALLONTANARE LE FORMICHE cospargete le zone dove solitamente si dirigono di sale fino, o ancora meglio, create col sale un corridoio che porti fino a fuori casa: lo seguiranno e torneranno nel giardino!

2) RIUTILIZZARE I GUSCI VUOTI DELLE UOVA: non buttateli nell'indifferenziata, perchè essendo ricchi di sali minerali e altre sostanze nutritive, sono un concime perfetto per le piante! Quindi fateli essiccare nel forno, polverizzateli e spargeteli sul terreno. Ancora, i gusci rotti solo nella parte superiore, asciugati e riempiti di cera e stoppino diventaranno candele (naturalmente potete decorarne la superficie o con i coloranti alimentari o coi colori a tempera per dare un tocco artistico alle candeline). Possono anche essere dei segnaposto bellissimi se dipingerete il nome di ciascun commensale sul guscio; fine pranzo potrà portare via la sua candela personalizzata. Se avete dei bambini con mezzo guscio tagliato per lungo, dipinto di rosso e nero, ecco venir fuori una simpatica coccinella (le zampe potete farle di cartoncino, così come le antenne) o un ragnetto da appendere alla finestra con un filo di lana. E proprio adesso ecco venir fuori
un'altra idea: tagliate il guscio a metà, mettete sul fondo un pò di cotone idrofilo umido e dei semi di lenticchie...dopo qualche giorno germoglierà il vostro giardinetto personale!




PICCOLI DONI NATALIZI

Con le feste alle porte scatta la frenesia dei regali: la gente si fionda per le strade alla ricerca spasmodica di oggetti, frizzi e lazzi da regalare per stupire, ringraziare o semplicemente perchè "si deve". Cerchiamo doni all'esterno, nei negozi, pensiamo che un dono sarà gradito solo se sarà costoso o originale, non guardiamo mai dentro noi stessi alla ricerca di una nostra qualità e capacità da donare e mai guardiamo dentro le nostre case, che possono offrirci tanti spunti per regali fatti con le nostre mani e quindi preziosi, perchè hanno dentro il nostro tempo e la dedizione. In una torrefazione comprate del buon caffè e due settimane prima di regalarlo mettetelo in un barattolo a chiusura ermetica con alcuni chicchi di cardamono o una stecca di cannella. Dopo sarà gradevolmente aromatizzato e pronto per essere donato. Oppure preparate dei biscottini a forma di lettera, l'iniziale del nome della persona alla quale li regalerete. Pensate
alla felicità della vostra amica Maria quando aprirà una scatola piena di biscotti a forma di M, perchè li avrete fatti proprio voi, proprio per lei. Buon Natale.



FUROSHIKI

Le feste natalizie si avvicinano a grandi passi e non sembra mai troppo presto per pensare ai regali! Bello si, ma una bomba per la natura: quante tonnellate di imballaggi, scatole da regalo e fiocchi vengono buttati via dopo le feste!? Troppi ed è intollerabile! Per non essere più complici di questo scempio e farvi divertire un po' vi consiglio il furoshiki! Pensate al Giappone e alla splendida tradizione di involtare cibi o regali in foulard di stoffa colorati e avrete il furoshiki!
Si tratta appunto di un quadrato di tessuto, generalmente di seta, usato per avvolgere oggetti, i cui quattro capi sono annodati in modo da rendere agevole il trasporto e gradevole in pacchetto all'occhio.
Secoli addietro utilizzato come sacco da lavanderia per avvolgere gli abiti, successivamente veniva usato come sacchetto porta-abiti e oggetti personali quando si andava a fare il bagno fuori o come porta pranzo. Anticamente quindi il furoshiki era un oggetto di uso comune, oggi è una tradizione che purtroppo a causa dei ritmi frenetici di vita sta scomparendo. Senza andare lontano, anche le nostre nonne usavano avvolgere cibi o altro negli strofinacci. In quel caso l'intento era più che altro pratico, noi vogliamo riscoprire anche quello artistico: i giapponesi hanno tantissimi modi originali di comporre i furoshiki, con foulard riutilizzabili all'infinito, senza sprechi e ve lo dimostro: dedico di regalare ad un'amica dei biscotti fatti in casa avvolti col foulard, lei, oltre ad apprezzare molto, potrà tenere con sé il fazzoletto come accessorio moda o utilizzarlo a sua volta per creare una confezione regalo. Se non le piace può anche ridarmelo
e realizzerò un furoshiki per un'altra persona, il tutto senza sprecare nulla! Per imparare a realizzare confezioni bellissime e facili, ve lo assicuro, potete cercare su internet: ci sono decine di siti e video sull'argomento. Vi lascio con un furoshiki irrestitibile!






DUE IDEE FURBE

Ottobre, tempo di scampagnate alla ricerca di castagne e gite fuori porta col classico pranzo a sacco, ma quante volte ci è capitato che i panini preparati la mattina, arrivino a pranzo duri o al contrario troppo molli? Il trucchetto per averli freschi e saporiti è tagliarli a metà la sera prima della gita e congelarli (tenendo le due parti sepatate). La mattina si farciscono ancora congeltati e pranzo saranno perfetti!
E se invece della gita domenicale, volete dedicarvi alla cucina, ma non volete che l'odore di fritto si diffonda per la casa, gettate un pezzo di mela non sbucciata nell'olio bollente insieme agli altri cibi: di odori sgradevoli non ci sarà neanche traccia!





RIULIZZIAMO...

spazzolini da denti! Come ci raccomandano i dentisti, dovremmo sostituire gli spazzolini ogni tre mesi al massimo o non appena si piegano le setole, ma la loro vita non finisce qui! Si prestano infatti a tantissimi usi: pulire l'argenteria (in questo caso bagnarli con l'acqua e cospargeli di bicarbonato), spolverare molti soprammobili con punti inaccessibili, pulire qualunque oggetto (sia in casa che nel giardino) particolarmente sporco e incrostato!
...la carta vetrata: per togliere i pelucchi dagli abiti non occorrono spazzole particolari, ma basta un pezzettino di carta vetrata, anche già usata, ma pulita, da passare sfregare delicatamente sull'abito!




 

NON DIMENTICHIAMO IL BICARBONATO!

In vendita ci sono centinaia di tipi di prodotti per la pulizia e la cura della casa, ognuno specifico per qualcosa, ognuno a base di sostanze per la maggior parte dannose per noi e per l'ambiente. Questi prodotti ci affascinano con profumi soavi, ci promettono un pulito perfetto, ma è ormai noto che il 90% di loro è INUTILE:per pulire bene casa bastano poche sostanze. Di alcune ho già parlato (limone e aceto), manca il bicarbonato, il re della casa! Ha tantissimi usi, eccone due:
1) Le griglie usate per i barbecue sono difficili da pulire, ma per eliminare i residui di cibo e di unto , forma una pasta con acqua e bicarbonato(1 parte di acqua, 3 parti di prodotto), applicala su una spugna (o retina) e sfrega in modo energico fino alla rimozione dei residui. Sciacqua bene e asciuga. Per le padelle incrostate invece, prima di lavarle, lasciale in ammollo per 10 minuti o più con acqua e due cucchiai di bicarbonato: dopo sarà si sgrasseranno subito!
2) Per eliminare completamente l'odore d'umido e di muffa da tende e sacchi a pelo, cospargili a secco con del bicarbonato,lascialo agire per almeno 12 e fino a 24 ore. Poi scuoti bene per eliminarne i residui (anche se, è atossico, quindi completamente sicuro).Per rimuovere eventuali tracce di muffa, ripeti l'operazione, lascia agire qualche minuto e poi sfrega in corrispondenza delle macchie con una spugna umida. Sciacqua e asciuga bene (altrimenti la muffa ritorna).
3) Una volta la settimana, cospargi lo spazzolino con un pò di bicarbonato, metti il tuo solito dentifricio e lava i denti: saranno splendenti e pulitissimi.
Una chicca insegnatami da mia nonna: quando non hai lo spazzolino a portata di mano, sfretati i denti con una foglia di salvia cosparsa con un pò di bicarbonato. Poi sciaqua e ammirati!
(19/08/09)



 

ALLA SCOPERTA DEL SEITAN

Raramente un alimento mi ha sorpresa tanto quanto il seitan: riesce ad essere un vero "sosia" della carne, grazie alla sua ricchezza di proteine e soddisfa il palato oltre ogni immaginazione!
Qualche informazione preliminare:
Il seitan, chiamato anche MUSCOLO DI GRANO, è un alimento d’origine vegetale molto usato soprattutto nella cucina vegetariana in alternativa alla carne. E' un ingrediente versatile dall’elevato contenuto proteico, si ottiene dalla lavorazione della farina di grano, totalmente privo di colesterolo e di grassi e adatto a tutte le diete.
Come si ottiene il seitan dalla farina? Senbra strano che essa contenga una consistente parte proteica, eppure è così: contiene due componenti fondamentali, l’amido e il glutine, che è appunto la parte proteica. Il seitan nasce quando si separano l'amido dal glutine mediante un processo un pò lungo, ma non difficile che si può fare anche in casa.
Il seitan contiene (per 100 grammi) ben 36 grammi di proteine (cioè più dei legumi!), solo o,4 grammi di grassi (la carne ne contiene almeno 15), una buona dose di potassio e pochissime calorie: 168 grammi!
Insomma, buono, leggero,ricco di nutrienti, adatto ai vegetariani...è un peccato non provarlo.
N.B. Chi fosse interessato al seitan fatto in casa può contattarmi alla mail.
(29/08/09)




OH ESTATE!

Auguro ad ognuno di voi un'estate scottante di emozioni e vi lascio le parole di Pablo Neruda per regalarvi intense suggestioni.

Oh estate,
abbondante carro
di mele mature,
bocca
di fragola
in mezzo al verde,
labbra
di susina selvatica,
strade
di morbida polvere
sopra
la polvere,
mezzogiorno,
tamburo
di rame rosso,
e a sera
riposa
il fuoco,
la brezza
fa ballare
il trifoglio,
entra
nell'officina deserta,
sale
una stella
fresca
verso il cielo
cupo,
crepita
senza bruciare
la notte
dell'estate.

(Pablo Neruda)



Profumare la casa...Naturalmente

Scommetto che è capitato anche a voi di arricchiare il naso (letteralmente!)mentre spruzzavate uno dei tanti deodoranti per ambienti in commercio: promettono di trasformare la nostra casa in una profumatissima serra, in una foresta tropicale, spargono per aria brezza marina e fior di lavanda, ma infastidiscono. E qui suona il primo campanello dall'allarme: il nostro naso è sensibile alle sostanze non naturali presenti nell'aria, quindi comprendiamo istintivamente che inalarle non ci fa bene. Studi recenti stanno dimostrando che i deodoranti spray,oltre a provocare allergie e irritazione delle mucose nasali, sono addirittura cancerogeni, perchè contengono ftalati, composti chimici ancora abbondantemente usati in questi prodotti. L'ideale sarebbe quindi evitarli del tutto (anche in macchina, micro ambiente già di per sè saturo di polvere e smog). Le alternative naturali ci sono. Eccole: molti hanno il problema dei cattivi odori ad es. dentro le
scarpiere. Beh, ponete in una ciotolina qualche cucchiaio di chicchi di caffè e chiudetela nella scarpiera! Vi assicuro che funziona: il caffè, col suo aroma deciso, neutralizza gli altri odori, tant'è ogni buona profumeria tiene da parte una manciata di chicchi da far annusare ai clienti tra le prove di un profumo e l'altro. Se oltre a purificare l'armadio, volete anche profumarlo, provate i chiodi di garofano: potete mettere anche questi in una ciotolina da poggiare tra le mensole del guardaroba e si spargerà per mesi un profumo delicato e soave. In inverno infilzateli nelle arance fino a coprirne tutta la superficie e avrete un palla profumatissima da riporre negli armadi e, perchè no da usare per decorare la casa nel periodo natalizio!




 

Cubo Sugo

Dedicato a chi non ha molto tempo da spendere in cucina, ma ci tiene a mangiare bene, dedicato a chi arriva sempre tardi per il pranzo e opta per una spaghettata, ma si è stufato dei soliti aglio,olio e peperoncino...per voi lancio l'idea super brevettata dei cubo sughi!
Molti condimenti per pasta si possono benissimo preparare quando si ha un pò di tempo libero e poi congelare e scongelare al momento opportuno. Faccio un esempio: in un caldo pomeriggio estivo dedicate un'oretta a preparare una buona quantità di pesti diversi (alla genovese e di olive sono i più semplici), poi aiutandovi con un cucchiaino mettete i pesti nei contenitori per fare i cubetti di ghiaccio, coprite con una pellicola o alluminio e congelate.
Quando siete in emergenza spaghettata, cucinate gli spaghetti, conditeli con un filo d'olio e due cubetti di pesto a persona ancora congelati (col calore della pasta si scongelano immediatamente)! I sapori e gli odori degli ingredienti si saranno perfettamente conservati e voi avrete risparmiato tempo e guadagnato in salute
.



 

Lassi ghiacciato

La cucina indiana, nata in una terra dove molti mesi l'anno regna un caldo umido e insopportabile, propone un'ottimo drink per placare la sete e rinfrescare il corpo in modo naturale: il lassi.
Si tratta di una bevanda a base di yogurt al naturale, il quale possiede comprovate qualità organolettiche ( è un alimento completo, contenente carboidrati, proteine e grassi.
Rispetto al latte è più digeribile, l'acido lattico, che contiene favorisce la digeribili dei grassi e migliora l'assorbimento dei minerali. E' ricco di calcio e i microorganismi presenti nello yogurt migliorano la microflora intestinale ostacolando i processi di fermentazione).
Ecco la ricetta classica per preparare il lassi in pochissimi minuti: mescolate a un litro di yogurt naturale intero (se fatto in casa ancora meglio) 400 ml di acqua, un cucchiaino di sale, una presa di cumino in polvere (se gradite il sapore di questa spezia), un cucchiaino di succo di limone e una tazza colma di cubetti di ghiaccio. Mescolate bene e servite subito. Alternativa all'aggiunta di limone e cumino: sostituiteli con un pizzico di noce moscata, 4 cucchiai di miele, un cucchaio di acqua di rose e un pizzico di pepe. Questa seconda ricetta è più mediorientale che indiana, infatti le bevande allo yogurt sono tipiche anche del mondo arabo.




 

Baratta e sbaratta

Il baratto, lo scambio di merci o servizi senza uso di moneta, sta tornando di moda! In nome di un'economia sempre più attenta a calcolare il BIL (Benessere Interno Lordo), oltre che il PIL, della volontà, da parte di molti, di riutilizzare piuttosto che buttare gli oggetti che non usiamo più o che non piacciono,proliferano inziative di baratto,sia on line che nelle fiere e mercati. Nei paesi anglosassoni sono diffusi da decenni i mercatini domenicali improvvisati nei garage, dove la gente espone i propri oggetti per barattarli col miglior offerente. Finalmente anche in Sicilia si diffondono simili iniziative. Se volete farne anche voi esperienza diretta cominciate a frequentare, ogni seconda domenica del mese la "fera bio" presso l'Istituto Agrario di Catania.





Pasqua in cucina come una volta

Quale cibo incarna più di ogni altro la primavera?L'idea di rinascita a nuova vita della natura? Il rinnovamento spirituale dell'anima nel periodo pasquale? Le uova. Essenza di una vita pronta a nascere, esplosione di nutrienti, l'uovo racchiude il miracolo della creazione. I nostri nonni questo lo sapevano bene, per cui sulle loro tavole in primavera non mancavano mai uova in tutte le salse. Alla tradizione siciliana appartengono le "collure con l'uovo", dolci dalle forme artistiche che le signore preparano per regalarle a tutte la parentela in segno di buon augurio e fertilità. Di tradizione nazionale è invece la TORTA PASQUALINA, sfoglia salata ripiena di bietole o carciofi e ovviamente uova intere, che cotte in forno diventano sode e costituiscono una gradita sorpresa al taglio della torta. E' un cibo ricco di significati simbolici: religiosi innanzitutto, perchè gli strati di sfoglia utilizzati dovrebbero essere 33 come gli anni di Cristo e
legati alla natura in secondo luogo, perchè la torta è preparata con prodotti di stagione che richiamano la primavera e invitano a goderne i frutti.
Per chi volesse provarla ecco la ricetta (se non ve la sentite di fare voi la sfoglia usate la pasta brisè, non la pasta sfoglia che è molto grassa e unta).
Preparare una sfoglia con 1/2 kg di farina setacciata, un cucchiaio di olio d'oliva, un pizzico di sale e acqua tiepida q.b. L'impasto deve risultare elastico ed essere lasciato riposare un'ora coperto con un telo umido. Preparate il ripieno: mescolate 500 g biete lessate e ben strizzate, un pizzico di sale, 4 cucchiai parmigiano grattugiato, 1 cucchiaio di maggiorana e prezzemolo tritati. In un'altra ciotola mescolate 400 g di ricotta, 2 cucchiai di panna liquida, sale e pepe.
Stendete la sfoglia il più sottile possibile. Dividete la pasta in 3 pezzi uguali che tirerete a sfoglia sottilissima con un matterello e alla fine aiutandovi con le mani. Foderate con una sfoglia uno stampo apribile del diametro di 26-28 cm, coperto con la carta forno, ungete la pasta, adagiatevi le bietole e ricopritele con la ricotta. Fate 6 fossette regolarmente distanziate in cui romperete 6 uova che salerete leggermente e irrorerete coll'olio di oliva.
Ricoprite ora il tutto chiudendo con la sfoglia Tagliate i lembi della sfoglia che escono dall'orlo della teglia, fate con questi ritagli un cordone che metterete tutto in giro alla torta. Ungete di olio la sua superficie della torta, punzecchiatela con una forchetta in diversi punti e infornate in forno già caldo a 200° C per 30 minuti.
La consiglio vivamente per il pic nic di Pasquetta, perchè si gusta al meglio fredda o tiepida ed è "comoda" da trasportare.



Gioco coi bimbi

Trascorrere un pò di tempo a giocare con i bambini è divertente e liberatorio: i piccoli, catapultandoci nel loro mondo, riescono a trasmetterci subito allegria e spensieratezza, fanno emergere la parte di noi più autentica e ancora legata ai momenti magici della fanciullezza. Da parte nostra, abbiamo il dovere di proporre loro i giochi giusti: non violenti e creativi, giochi grazie ai quali il bambino possa imparare a sviluppare correttamente la fantasia. La manipolazione degli oggetti di uso quotidiano, il trasformarli in qualcosa di ludico, li affascina molto e li abitua a giocare con tutto: per divertirsi non è essenziale avere dei giocattoli, anzi è più bello crearli con quello che troviamo attorno a noi! Quando costruiamo un gioco o un oggetto la soddisfazione è enorme e rimaniamo affezionati alla nostra "invenzione" a lungo, perchè dentro ha qualcosa di noi, riflette la nostra personalità e i gusti. Invece i giochi comprati, spesso
costruiti con materiali poco adatti ad essere manipolati, stancano prima e finiscono nel dimenticatoio quando si è adulti...
Quando ero ancora una bambina adoravo creare i miei "gioielli" con la pasta alimentare: collane e bracciali sempre diversi e coloratissimi da sfoggiare in ogni occasione! Provate anche voi in compagnia dei vostri bimbi!
Procuratevi nastro per pacchi regalo o elastici, pasta bucata di vari formati, colori a tempera e pennelli.
Prima di iniziare a comporre dovete colorare la pasta e lasciarla asciugare bene, dopo seguite la vostra fantasia e infilate nel nastro alternando colori e formati. Infine chiudete e indossate! Non vi do altre indicazioni, perchè è un gioco di pura fantasia e troppe regole rovinano la magia dell'immaginazione!



 

Aria di gas

I GAS, ovvero Gruppi di Acquisto Solidale sono ormai una realtà per molti di noi. Sono formati da un insieme di persone (anche solo tre o quattro famiglie) che decide di riunirsi per acquistare prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire poi tra loro.
I prodotti da acquistare sono scelti con criteri ben precisi: si preferisce comprare cibi biologici, direttamente dal produttore così da evitare costi di imballaggio e trasporto. Questo modo di agire ha vantaggi enormi. Quali? In primo luogo si privilegiano merci locali, prodotte da piccole aziende (molte di esse, anche se di qualità elevatissima, rischiano di venire sommerse dalle grandi multinazionali, perchè rispetto a loro, poco competitive), in secondo luogo si privilegia l'acquisto del biologico a prezzi ridotti (talvolta la gente è scoraggiata dal comprare bio proprio perchè ha costi troppo elevati). Aderire ad un GAS significa incrementare la capacità di creare reti virtuose di cittadini impegnati, capaci di pensare e di scegliere di vivere in armonia con la natura e con gli altri e di mangiare bene. Far parte di un GAS ci permette di creare con i nostri amici e familiari uno spazio di incontro e confronto (molti GAS nati col semplice scopo di acquistare prodotti bio, sono diventati gruppi di amici che si riuniscono per cene, gite fuoriporta, viaggi e tanto altro ancora!)
Aderire ad un gas o, perchè no, formarne uno con i propri amici, dà davvero tanti vantaggi. Internet fornisce innumerevoli informazioni in proposito e chi volesse saperne di più può contattarmi per sciogliere dubbi, per proporre, o semplicemente far sentire la propria voce. Ricordo che a giugno si svolgerà qui in Sicilia il primo raduno dei GAS nazionali: quale migliore occasione per entrare nel mondo del biologico a portata di mano e di tasca?





Ultimatum 2010

Ancora poco più di un anno e le buste di plastica saranno vietate anche nel nostro paese: quelle non biodegradabili stanno per lasciare il posto a soluzioni più ecologiche. Per noi italiani sarà una piccola rivoluzione, abituati come siamo ad abusarne! Quante volte infatti, nel fare la spesa, andiamo in giro con decine di inutili sacchettini semivuoti, o addirittura, come se non bastassero quelle che sprechiamo, compriamo al supermercato i sacchi appositi per spazzatura!
Per prepararci degnamente all'evento,
cominciamo fin da ora a:
- ridurre l'uso delle buste di plastica es. passando da un acquisto all'altro, non facciamoci dare da ogni negoziante un sacchetto nuovo, ma mettiamo tutta la merce in uno solo;
- incrementare l'uso delle buste in mater bi (mais)o, ancora meglio, di sacche di stoffa, soluzione perfetta perchè resistenti, ecologiche e riutilizzabili a vita;
- fare "proseliti": con le parole,ma soprattutto col nostro costante impegno quotidiano, diffondiamo le nostre idee verdi tra amici e parenti.



 

Buona colazione!

La colazione all'italiana (caffellatte e cornetto o biscotti, per intenderci) è un classico al quale pochi di noi riescono a rinunciare, ed è certamente più salutare della colazione continentale, troppo ricca di proteine animali e grassi, ma se vogliamo davvero fare una prima colazione perfetta, sana e completa, così da evitare anche troppi spuntini fuori pasto di dubbia provenienza, magari consumati in fretta fuori casa, dovremmo:
- alla nostra tradizionale colazione italiana aggiungere un succo di frutta, un frutto o un centrifugato;
- non eccedere col caffè o,meglio ancora, sostiturlo con l'orzo;
- evitare i cornetti e mangiare biscotti sostanziosi, ma non grassi come questi:

Biscotti di farina integrale, arancia, cocco e cannella

250 gr di farina integrale
120 ml di olio di semi di girasole
80-100 ml d’acqua
20 gr di farina di cocco
20 gr di nocciole tritate
150 gr di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella
la buccia di 1/2 arancia

Mescolare lo zucchero con le nocciole, la cannella e la buccia d’arancia. Setacciare la farina e mescolarla accuratamente alla farina di cocco e alla miscela di zucchero, nocciole, arancia e cannella.
Miscelare acqua ed olio ed unirli agli altri degli ingredienti.
Stendere l’impasto a mezzo cm di spessore e ricavarne dei biscotti con una formina. Infornare e cuocere per massimo 15 minuti, nel forno già caldo a 180 gradi. Non farli cuocere troppo (estrarli dal forno ancora morbidi) o diventeranno molto duri.




Prova il panir, formaggio indiano doc

Si prepara facilmente in casa ed è ottimo, digeribile e leggero. Il panir o paneer è il tipico formaggio indiano da mangiare al naturale, condito con un filo d'olio e aromi o si può utilizzare per preparare piatti indiani o per arricchire le insalate. E' compatto, ma morbido e non si scioglie durante la cottura. Ecco il procedimento:
- Scaldate fino al bollore un litro di latte intero;
- abbassate al minimo la fiamma e aggiungete mescolando due, tre cucchiai di succo di limone;
- capirete che la cagliata si è formata quando, dopo pochi minuti, il siero di colore giallo chiaro, si sarà separato dalla massa granulosa bianca;
- spegnete il fuoco, lasciate riposare qualche minuto e filtrate attraverso una garza pulitissima di cotone bianco;
- quando tutto il siero è colato chiudete a mò di sacchetto la garza col formaggio dentro e ponetela su un tagliere con una pentola d'acqua fredda sopra per pressare (in questo modo il panir prenderà la forma e l'altezza giusta);
- dopo circa un'ora potete gustarlo.
Si conserva in frigo per qualche giorno.





Fiori in lattina

Cari amici ecologisti, dicembre è il momento giusto dell'anno per seminare bulbi dai quali in primavera nasceranno coloratissimi fiori! Se non disponete di molto spazio in balcone, se tutti i vasi sono già occupati, non temete, potete utilizzare le lattine in alluminio di bibite, pelati e conserve. Ecco come:
1) Lavate la lattina ed eliminate il coperchio;
2) Col martello e un chiodo praticate alcuni fori sul fondo della lattina (permetteranno all'acqua in eccesso di defluire e il bulbo non marcirà);
3) Riempite di terra la lattina per 2-3 cm e inserite un solo bulbo al centro;
4) Coprite con la terra fino al bordo, bagnate con un pò d'acqua e posizionate in un luogo riparato e soleggiato.
Non vi dimenticate però della vostra lattina: mantenete la terra umida, mai troppo bagnata e in aprile spunterà il vostro fiore preferito!
IMPORTANTE: la seconda settimana di dicembre è il termine ultimo per piantare bulbi, non provate dopo, perchè il freddo si fa troppo più intenso e non vi garantisco il successo dell'"operazione".





Al posto della carne

Limitare, evitare il consumo di carne? Ma con che cosa sostituirla nella nostra dieta quotidiana?La risposta a queste domande è presto detta: ci viene infatti in aiuto la soia!
Questo alimento, piuttosto che di carboidrati,come gli altri alimenti di origine vegetale, per esempio le patate, è ricco di proteine: 35-40% del peso contro il 25% circa della carne, e un buon contenuto di grassi, pari al 20 per cento circa. Inoltre, queste proteine, a differenza di quelle offerte dalle altre leguminose come i fagioli, hanno un grande valore nutritivo. Vi propongo allora una ricetta con la soia che preparo spesso: si tratta di un ottimo ragù! Proprio così, ragù e una volta pronto è difficile distinguerlo da quello di carne, tanto che potete utilizzarlo per condire lasagne, timballi e polenta di ogni tipo e nessuno si accorgerà della differenza!E' molto più leggero,gustoso di quello tradizionale e il granulato di soia bio costa molto poco.

INGREDIENTI:
1 Cipolla grande
Prezzemolo
1/2 Gambo Sedano
2 Carote
50 G Funghi secchi ammollati
200 G Granulato di soia
mezzo bicchiere vino rosso
600 G Salsa di pomodoro
5 Cucchiai Olio d'oliva

La preparazione è identica a quella del ragù di carne, ma prima bisogna idratare la soia (di solito si vende essiccata):cuocete per circa 15 minuti il granulato di soia in abbondante acqua bollente salata, scolatelo, strizzatelo molto bene con le mani. Fate un battuto con tutti gli odori e soffriggetelo in olio in una capace casseruola. Unite il granulato, fate insaporire per 10 minuti unite i funghi ammollati spezzettati,bagnate con il vino, fatelo evaporare. Unite la salsa di pomodoro, regolate di sale e fate cuocere a fuoco bassissimo per almeno un'ora.


 

Crema di zucca e non solo...

Così tondeggiante e colorata, non possiamo che amarla...innanzitutto perchè: ipocalorica (15 calorie ogni 100 grammi) grazie alla presenza di un'alta concentrazione di acqua (94%) e una bassa percentuale di zuccheri semplici; come ogni ortaggio e ogni frutto di colore giallo, la zucca è particolarmente ricca di vitamina A, e di minerali come,potassio, calcio e fosforo e di molte fibre. Contiene, inoltre, molta vitamina C e betacarotene.
Per gustarla al meglio e assaporare bene il suo sapore dolce e delicato, meglio, a mio parere, non cucinarla insieme a cibi dal sapore troppo deciso, ma trovare ricette che esaltino solo il gusto delizioso di quest'ortaggio novembrino. Provate questa:
CREMA DI ZUCCA:
(Questa è la versione più salutare e con pochi grassi, chi vuole strafare può aggiungere alla fine anche un bicchiere di panna e lasciar cuocere altri 5 minuti)
Riducete a dadini mezzo chilo di polpa di zucca gialla, due patate sbucciate e due cipolle bianche. Mettete tutto in pentola coprendo con acqua q.b e salando con un cucchiaino di brodo solubile biologico. Coprite col coperchio e fare cuocere fino a quando le verdure non saranno ben cotte. Aggiungete durante la cottura altra acqua e dado a piacere, ma attenzione, le verdure non devono navigare nell'acqua, mettete solo quella necessaria. Alla fine frullate tutto e rimettete sul fuoco mescolando continuamente fino a ottenere la consistenza desiderata (dovrà essere come una crema). Spegnete il fuoco e aggiungete un trito di rosmarino e del pepe nero in polvere. Condite con un filo d'olio e servite subito.



Attenti alla caramella!

Dal momento in cui nasciamo "siamo quello che mangiamo": ogni pasto contribuisce a mantenere buona, migliorare o peggiorare la nostra salute. Ciò che un bambino mangia nei primi anni della sua vita, costituisce la fondamenta sulle quali costruirà la sua giovinezza, maturità e vecchiaia. Per questo motivo, l'acquisizione, fin dalla più tenera età, di corrette abitudini alimentari è basilare per tutti. Purtroppo la maggior parte della gente, è attirata dai cibi strapubblicizzati ma "finti" e quasi mai da ciò che è sano. Il nostro palato si sta abituando molto rapidamente a sapori artificiali, dimenticando quelli genuini; un esempio classico è dato dal sapore delle caramelle alla fragola in commercio:sono saporite e stuzzicanti, "buonissime", ma non "sanno" certo di fragole vere,perchè prodotte con aromi e coloranti creati in laboratorio, per cui un bambino abituato a mangiare lecca lecca e dolciumi industriali troverà insipido e poco gustoso il sapore delle fragole VERE. Sembra assurdo, ma è così! Inoltre i bambini abusano spesso di merendine e patatine, che sono quanto di più dannoso possa esistere per la salute, perchè contengono molti grassi e troppo zucchero. I consigli dei nutrizionisti sono chiari: occorre limitare l'uso di tali cibi e preferire quelli freschi, cercando di variare quotidianamente l'alimentazione e di mantenere un buon livello di attività fisica.





Viaggiare Leggeri

Spesso non ci rendiamo conto che viaggiare con molti bagagli è davvero una fatica inutile...Con una sola valigia portata come bagaglio a mano,invece:
1)evitiamo furti e danni;
2)non paghiamo tariffe per il peso extra;
3) una volta arrivati a destinazione possiamo spostarci con i mezzi pubblici o a piedi;
4) siamo gli ultimi ad arrivare in aereoporto (perchè non dobbiamo imbarcare nulla) e i primi a lasciarlo all'arrivo (perchè non siamo costretti a fare lunghe file per riprendere la valigia);
5) fatichiamo meno nel preparare il bagaglio, scegliendo solo l'essenziale (spesso portiamo molta roba in viaggio e ne usiamo poca).
Liberamente tratto e tradotto da www.onebag.com, sito dedicato all'arte di viaggiare con pochi bagagli




Riscopriamo la nostra casa

Rifugio, luogo di passaggio, fonte di problemi, cos'è per noi la casa? Siamo abituati a starci sempre meno, presi come siamo da tante occupazioni che vanno dal lavoro allo svago, così non ci resta che ritornarvi la sera, stanchi dopo una lunga giornata. Tanto importante per noi, spesso "sudata",acquistata a prezzo di sacrifici, ma non ce la godiamo affatto...
Fino a pochi decenni fa si passava invece molto tempo in casa e c'era l'abitudine di invitare amici e parenti per passare insieme serate semplici e rilassanti. Oggi con gli amici ci vediamo fuori: dopo aver fatto passato un'ora nel traffico e trovato un posteggio in mezzo ad una marea di macchine, ci tuffiamo in un locale sovraffollato, dopo molto probabilmente ci tratteranno a pesci in faccia, avremo speso 20 euro a testa per una pizza e non saremo riusciti a scambiare due parole in pace con gli amici. Proviamo a riscoprire ogni tanto il piacere di vedersi in casa con i nostri cari, magari a turno, proviamo a lasciarci avvolgere dal calore delle mura domestiche, a preparare una pietenza ciascuno per una cena che sarà sicuramente migliore di qualunque ristorante, , proviamo a invitare gli amici per fare ascoltare loro la nostra musica preferita, vedere insieme un film che piace a tutti, rimanere fino a tarda notte e chiaccherare sul tappeto senza che nessuno alla fine ci presenti il conto!

Casa mia

Sorpresa d'un amore
che riscopro
dopo tanto
a visitarmi.

Credevo di averlo sparpagliato
per il mondo.

( A. Onofri)
 



Deliziosa conserva autunnale

Provate a preparare questa una ottima marmellata di zucca con la quale farcire crostate e biscotti (potete anche usarla per preparare i famosi "panzottini" di Acireale). Vi occorrono:2 kg di polpa di zucca ,1 kg e 500 g di zucchero e 2 limoni.

Dopo aver tagliato la zucca ed i limoni a fettine molto sottili, in una ciotola sovrapponete le fette di zucca alternadole con il limone e lo zucchero, mescolate e lasciate a macerare per una notte nel frigo. L'indomani versate tutto in una casseruola e, a fuoco basso, portate. lentamente ad ebollizione; fate cuocereper circa 40 minuti schiumando (cioè eliminando con una retina la schiuma che si forma in superficie) spess. La marmellata è pronta quando è densa. Trasferite subito in vasetti precedentemente sterilizzati, mettete su ognuno uno strato di rum (serve a conservare a lungo il prodotto),chiudeteli molto bene e conservate in luogo asciutto e buio.



Via la macchia naturalmente

Impariamo a togliere le macchie dai nostri abiti senza utilizzare detersivi chimici di sorta!
GOMMA DA MASTICARE: l'unico modo per asportare le gomme dai tessuti è stendere sulla gomma una pezzuola e posizionare un cubetto di ghiaccio in corrispondenza della macchia. La gomma, solidificandosi, viene via da sola.
INCHIOSTRO: posizionare una pezzuola sotto il tessuto e tamponare più volte la macchia con olio essenziale di eucalipto. L'inchiostro si trasferirà nella pezzuola. Se rimane ne rimane ancora immergete il capo in una mistura di aceto bianco e latte, poco dopo lavate.




Dolci per tutti!

Molte persone hanno scelto di limitare o eliminare del tutto l'assunzione di alcuni cibi; ragioni sono svariate: religione o etica (vegetariani, vegani etc.), intolleranze alimentari, disturbi fisici legati all'alimentazione. Chi non mangia uova, burro e latte, tuttavia non deve più privarsi di torte e prodotti da forno! Esistono molte ricette per preparare in poche mosse dolci squisiti senza burro, uova, latte e lievito! Ne ho cucinati diversi e vi assicuro che sono andati a ruba: torte così deliziose, soffici e leggere non speravo di poterle ottenere "sacrificando" i classici ingredienti, invece...! Volete la prova?
Venitele ad assaggiare alla BIODOMENICA, mercatino equo bio locale, domenica prossima (14 settembre) presso l'Istituto agrario Eredia di Catania.




Come ridurre il sale...

...e non perdere il piacere di mangiare. E' noto che l'eccessivo consumo di sale nella dieta quotidiana, può risultare dannoso all'organismo: il sale fa aumentare la pressione arteriosa, la ritenzione idrica e quindi la cellulite, la sete e provoca quindi un senso di malessere, se non, nei casi più gravi e nelle persone predisposte, disturbi cardiovascolari.
1) Il sale si "annida" in alimenti di tutti i tipi e che non possiamo controllare, perchè acquistiamo già pronti al consumo, come cibi in scatola, salse, pasta secca ripiena (come tortellini), snacks, cibi surgelati e dadi da brodo. Questi ultimi in particolare contengono, oltre che molte sostanze dannose come coloranti, aromi artificiali e conservanti, moltissimo sale. Sconsiglio vivamente l'uso dei comuni dadi da brodo: sono un concentrato di sostanze da evitare.
2) Talvolta aggiungiamo sale in più in pietanze già condite ed è male: perdiamo il gusto originale del piatto e ci abituiamo ad un gusto eccessivamente sapido.
3) Un trucchetto semplice per limitare l'uso del sale è aumentare l'uso di erbe e spezie che arricchiscono il sapore dei cibi, ma non apportano calorie e altri componenti.




Un insolito aperitivo...

Il frullato...un benefico mix di vitamine e minerali, una fonte fresca di energia, un piacere per la vista e il palato,per le colazioni e le merende estive e, perchè no, da offrire agli amici come insolito aperitivo! Ecco a voi due ottime ricette di frullati di frutta e verdura. Preparate sempre i frullati al momento di consumarli e non conservateli, perchè perdono in fretta le proprietà benefiche. Lasciate la buccia alla frutta o verdura che usate, solo se proviene da coltivazione biologica.
Di carote e zenzero: Frullate 8 carote medie e un cucchiaio di zenzero fresco sbucciato. Gustate subito freddo.
Le carote sono notoriamente ricche di betacarotene, potassio e magnesio, aiutano a purificare il fegato. Lo zenzero, antinfiammatorio, agisce efficacemente su tutto l'apparato digerente, aiutando la digestione ed eliminando all'istante sensazioni di nausea (infatti è utilizzato nei prodotti anti-nausea da viaggio), ha un sapore un pò piccante e simile al limone. Aggiungete lo zenzero fresco alle vostre ricette ogni qual volta volete darvi una sferzata di energia!
Di uva, mele e melone: Frullate 200g di uva, una mela e due fette medie di melone bianco.
E' una combinazione molto rinfrescante e prettamente estiva, per questo piace a tutti, bambini compresi!





Buona lettura e buone vacanze!


Questa settimana vi segnalo un link: www.descrescita.it Si tratta di un sito il cui nome dice già tanto e che si occupa di trovare, discutere e diffondere strategie per la descrescita,quindi per uno stile di vita più semplice e autentico. In particolare segnalo l'articolo: "26 cose che potete fare per gestire la vostra ansia".
Che ansia? Quella che coglie quando ci si accorge che l'energia costa sempre di più, quando ci si sente in dovere di ridurre i consumi in modo intelligente, quando si prova a immaginare un futuro diverso. Buona lettura e buone vacanze!





Pane fatto in casa

Di fronte all'eccessivo aumento del prezzo del pane e all'aggiunta nell'impasto, da parte di molti panettieri, di grassi di dubbia provenienza, cresce sempre di più la necessità, oltre che il desiderio, di produrre il pane in casa propria. Potreste obiettare che si tratta di un lavoro lungo e difficoltoso, ma vi assicuro che non lo è. Provate questa ricetta di chapati, un tipo di pane indiano non lievitato che non necessita la cottura in forno, e avrete l'enorme soddisfazione di poter mangiare pane fatto da voi, buono, leggero ed economico!
In una ciotola mescolare:
- 200 gr di farina integrale
- 200 gr di farina di grano duro
- un cucchiaino di sale
Aggiungere 200-300 ml di acqua tiepida e impastare bene fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso.
Mettere l'impasto in una ciotola, coprirlo con un telo umido e fare riposare 30 minuti. Questo passaggio è fondamentale, perchè l'impasto deve riposare e ammorbidirsi per poi poter essere lavorato. Dopo dividere l'impasto in circa 8 palline grandi quanto un mandarino e stenderle col mattarello (usare pochissima farina) fino a ottenere un cerchio di pasta molto sottile.
Scaldare una padella inaderente e cuocere il chapati a fuoco medio, finchè la parte sotto si dora e comincia a gonfiare. Girarlo dall'altra parte finchè non si dora. Fare in modo di girarlo una sola volta per non farlo indurire. Man mano che sono pronti mettere i chapati su un piatto, l'uno sopra l'altro e tenerli coperti con un canovaccio. Mangiarli caldi. Sono perfetti per accompagnare i piatti di carne, verdure e farciti come se fossero piadine.





Yogurt mon amour 2

Vi propongo una ricetta suggeritami dalla mia amica Maria Rita e perfezionata qualche tempo dopo in Umbria, durante un rilassante soggiorno in campagna. Si tratta di formaggio di yogurt, un delicato formaggio fresco, cremoso, semplice da preparare,spalmare dove volete e da arricchire come volete! Potete anche usarlo con l'aggiunta di zucchero a velo per guarnire le torte.
Ecco come si prepara:
Mettere un litro di yogurt in un canovaccio di cotone bianco e legarlo stretto in alto, come se si dovesse formare una sacca. Appendere il sacchetto ad una maniglia in modo che stia sospeso in aria e sotto mettere una bacinella per contenere il liquido che fuoriesce. Lasciare appeso 9 ore. Al termine tutto il liquido sarà gocciolato e sarà rimasto il formaggio!
Insaporire il formaggio a piacere. Alcuni consigli?
1) con le erbette dell'orticello (menta, basilico, salvia triturate)
2) sale, olio e aglio
3) olive tritate... e tutto ciò che la vostra fantasia vi suggerisce. Nuovamente buon appetito!





Yogurt mon amour

Qualche mese fa abbiamo imparato a preparare lo yogurt in casa, ora cominciamo a utilizzarlo per deliziare pelle e palato in queste calde giornate estive.

PER LA PELLE
Maschera rinfrescante e nutriente per il viso:frullate la polpa di mezzo avocado ben maturo con una tazza di yogurt bianco, lasciate riposare in frigo per un paio d'ore coperto con pellicola e dopo applicate sulla pelle pulita del viso. Distendetevi e rilassatevi per 20 minuti. Al termine asportate la maschera con un panno umido.

PER IL PALATO
In Oriente è tradizione consumare yogurt diluito con acqua e insaporito con spezie per dissetarsi. Queste bevande possono essere servite a colazione, per merenda o per accompagnare cibi piccanti durante i pasti.
Bevanda alla menta: mescolate energicamente mezza tazza di yogurt e una di acqua, aromatizzando con foglie di menta tritate, la scorza grattugiata di mezzo limone e un pizzico di sale. Lasciate freddare in frigo prima di gustare.
Bevanda alle spezie:mescolate energicamente mezza tazza di yogurt e una di acqua, aggiungete un pizzico di sale e aromatizzate con spezie, dosate a vostro gusto. Scegliete fra: noce moscata, peperoncino in polvere, semi di cumino pestati, zenzero e cannella. In alternativa aggiungete miele fluido, una manciata di pepe nero e noce moscata.






Piccoli orti da balcone


I vantaggi di possedere un orto, anche piccolissimo in casa propria sono innumerevoli.
Proviamo ad elencarne alcuni:
1) Si hanno a disposizione le proprie erbette e verdure fresche preferite, risparmiando soldi e file al supermercato; 2) le suddette non sono coltivate con uso di pesticidi &co., risultando quindi assolutamente bio; 3) dedicare una mezz'ora o anche solo qualche minuto della giornata alla coltivazione ci restituisce il contatto con la natura e ci allontana dalle stressanti occupazioni quotidiane; 4) le piantine rallegrano il balcone e creano un angolo fresco e rilassante.
Consiglio di iniziare tenendo vasetti di erbe molto semplici da curare, ma versatili e profumatissime: menta, rosmarino, salvia e basilico. Dopo potete via via aggiungere altre piantine.

Recentemente ho scoperto e aggiunto al mio angolo verde la PORTULACA, pianta semigrassa, semplicissima da curare, commestibile (le foglie, dalle proprietà rinfrescanti si aggiungono alle insalate) e sempre ricolma di deliziosi fiori.

Allego una breve scheda tecnica:

PORTULACA:pianta succulenta annuale originaria dell'America meridionale. Ha fusti rossastri, carnosi, molto ramificati, e portamento prostrato, che la rende un'ottima pianta tappezzante; le foglie sono verde chiaro, cilindriche e succulente. Da giugno fino primi freddi autunnali sull'apice dei rami sbocciano numerosi fiori a rosellina, con i petali dall'aspetto stropicciato, che si chiudono con il buio. I fusti, i fiori e i semi di Portulaca sono commestibili e vengono spesso consumati in insalata.
la Portulaca necessita di essere posta in pieno sole per crescere bene e per produrre numerosi fiori. Teme molto il freddo, e solitamente con l'arrivo dei primi freddi autunnali deperisce rapidamente fino a seccare completamente; nei climi temperati le portulache si autoseminano con facilità.

Necessita di annaffiature scarse ma regolari per fiorire copiosamente; quindi annaffiare ogni qual volta il terreno sia ben asciutto, evitando di inzuppare troppo il substrato, infatti le portulache sopportano senza problemi la siccità, ma temono gli eccessi d'acqua. Cresce senza problemi in qualsiasi terreno, preferendo i terreni sabbiosi e molto ben drenati.Queste piante tendono ad allargarsi molto, i rami più lunghi radicano a contatto con il terreno; volendo questi rami si possono staccare dalla pianta madre e possono essere posti a dimora singolarmente.





Perchè decrescere, come decrescere

Sta finalmente facendosi strada, non più solo tra pochi addetti ai lavori, ma tra tante persone comuni, l'idea che solo la DESCRESCITA, potrà salvare il pianeta Terra da seri problemi ambientali, sociali ed economici.Cosa vuol dire descrescere? Cambiare mentalità prima e di stile di vita poi, consumare di meno e dare importanza a valori per molti ormai dimenticati... Un pò quello che cerchiamo di trasmettere tramite questa rubrica e soprattutto attraverso le nostre azioni quotidiane. Riporto di seguito il manifesto della descrescita, scritto dal famoso giornalista Maurizio Pallante. E' un testo che vale la pena di divulgare e fare proprio, provando a rifletterci un pò su e a mettere in pratica i vari suggerimenti.

La decrescita

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione.
La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio. Maurizio Pallante



Sfiziose ricette con l'avocado

Questa settimana proviamo a utilizzare gli avocado per preparare due semplicissime ricette. Prima una piccola nota: l'avocado viene di solito venduto non al chilo, ma al pezzo e il prezzo è di circa 0,80 centesimi uno. Prima di acquistarli controllate che non siano troppo molli nè troppo duri, ma di una consistenza media.
Guacamole: salsina da servire insieme a patatine o insalata.
Ingredienti: 2 avocado, una cipolla finemente tritata, uno spicchio d'aglio spremuto, sale, olio, peperoncino rosso e alcuni aggiungono anche coriandolo, ma è facoltativo.
Sbucciatele gli avocado e riducete la polpa in purea con una forchetta. Mettete la purea in una ciotolina e unite mescolando, la cipolla, il peperoncino, il coriandolo, il sale,il pepe e olio q.b. per amalgamare (poco). Assaggiate e aggiustate a vostro piacimento il sale ed il peperoncino. Per evitare che la salsina annerisca ricopritela con la pellicola e conservatela in frigorifero fino al momento di servire.
Insalata di avocado e gamberetti:
Ingredienti: 800 g di gamberetti, 2 avocado, una lattuga, due cucchiai di maionese e due di kechup, sale e olio. Sgusciate i gamberetti e lessateli per 2 minuti in acqua bollente. In una ciotola mettete gli avocado sbucciati e tagliati a dadini, la lattuga lavata e tagliata finemente, la salsa rosa ottenuta mischiando maionese e kechup e infine i gamberetti. Condite con olio e sale,mescolate con delicatezza e tenete in frigo fino al momento di servire.



Avocado, polpa e seme

E' un frutto tropicale, a molti quasi sconosciuto, ma vale la pena provarlo, perchè è un'ottima fonte di antiossidanti come la vitamina E e di beta-sitosterolo, sostanza in grado di abbassare il livello di colesterolo nel nostro corpo. Oltretutto contiene anche potassio e vitamine del gruppo B.
Potete gustarlo in insalata, coi gamberetti o utilizzarlo come base per preparare la famosa salsina sudamericana "Guacamole". Ma soprattutto, non buttate il grosso seme: con un pò di pazienza potrete ottenere una bella piantina di avocado. Ecco come: prendete il seme appena tolto dal frutto (se secca è inutilizzabile) e posizionatelo, con la parte puntuta diretta verso l'alto, dentro un bicchiere di vetro in modo che sia sostenuto da tre stuzzicadenti. Praticamente il seme deve stare come sopra un graticcio formato dagli stuzzicadenti. Riempite il bicchiere d'acqua in modo che il seme sia immerso nel liquido per 4-5 mm. Posizionate il bicchiere in un luogo mediamente illuminato e aggiungete l'acqua man mano che evapora. A questo punto bisogna aver pazienza: prima che spuntino le radici ci vorrà circa un mese. Dopo interrate in un vasetto il seme e continuare a curare amorevolmente la piantina che si svilupperà. Essendo una pianta tropicale, necessita di calore e umidità.





Ricette con i germogli

1) Insalata con germogli vari
Semplicissimo utilizzo dei vostri germogli preferiti!

Ingredienti per 4 persone: Una piccola lattuga romana, un piccolo radicchio, una mozzarella, noci, una ciotoladi germogli a scelta (soia verde, grano, mais, ecc.), capperi, olio extravergine d'oliva, sale.
Pulire e lavare le verdure e tagliarle finemente. Unirle in una terrina con la mozzarella a dadini, le noci sminuzzate, i germogli e i capperi. Condire con olio extravergine d'oliva spremuto a freddo e sale marino integrale.

2) Pollo ai germogli di soia
Una ricetta classica della cucina cinese, semplice e con un gusto leggermente agrodolce molto gradevole.

Ingredienti per 4 persone:
300 gr. di petti di pollo
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiaini di maizena
3 piccole cipolle
125 gr. di germogli di soia
1/2 tazza di brodo di pollo
Olio
Sherry secco

Mescolate in una zuppiera la salsa di soia, lo zucchero ed un cucchiaino di maizena. Tagliate i petti di pollo in piccoli bocconcini e metteteli a marinare nella salsa per una ventina di minuti. Prendete la parte bianca delle cipolle e tagliatela in striscioline sottili, fatele soffriggere in una padella con poco olio e poi mettetele da parte. Mettete in padella i germogli di soia e fateli saltare per qualche secondo, poi mettete da parte anch'essi. Fate rosolare in padella i bocconcini di pollo per due o tre minuti poi aggiungete lo sherry, la cipolla ed i germogli di soia e mescolate il tutto. Unite il brodo ad un cucchiaino di maizena, versatelo sul pollo e mescolate bene fino a far legare il tutto. Servire in tavola ben caldo.





Germogli: la vita nel piatto
(seconda parte)

Potete far germogliare in casa quasi tutti i semi, ma i più indicati sono il frumento la soia verde, il miglio, i ceci, i fagioli, le lenticchie, il riso integrale, l'avena, l'alfa-alfa, il crescione e il girasole. Evitate i semi dellesolanacee come i pomodori,perché contengono sostanze tossiche. Per prima cosa disponete i semi ben sciacquati in una ciotolina e copriteli d'acqua. Lasciateli a bagno una notte e al mattino risciacquateli ancora e disponeteli un pò distanziati gli uni dagli altri su una vaschetta coperta da un sottile strato di cotone idrofilo umido. Ponete la vaschetta al buio finchè i semi non iniziano a germogliare, dopo mettetela alla luce avendo sempre cura di tenere il cotone umido, ma non troppo o marcirà tutto! Dopo circa 4-5 giorni avrete ottenuto un bel praticello!

Ricordate che i tempi di germinazione variano al variare della temperatura (più freddo c'è, più lentamente avviene la germinazione), oltre che dipendere dal tipo di seme scelto. Non prolungae oltre la coltura: i germogli vanno consumati quando sono ancora "piccoli". Una volta ottenuti vanno sciacquati delicatamente in un colino, eliminando eventuali bucce libere e semi non germogliati, si lasciano scolare e, se non si consumano tutti, si possono mettere in frigo qualche giorno.
Veniamo ora ai suggerimenti culinari: tradizionalmente i germogli consumano crudi, quindi per prima cosa provate ad aggiungerli alle vostre insalate e la prossima settimana proveremo qualcosa di più elaborato.





Germogli: la vita nel piatto

Quando parliamo di "germogli" ci riferiamo ai semi germogliati di cereali, legumi ed altre specie vegetali. Essi costituiscono un esempio della straordinaria capacità della natura di produrre energia e vitamine, capacità che ognuno di noi può avere a disposizione con estrema facilità. Fin dall'antichità molti popoli, soprattutto Cinesi e Indiani li utilizzavano quale rigeneratore e terapeutico, oggi questo cibo è stato scoperto anche da noi occidentali proprio per la sua grande ricchezza nutrizionale: facilissimi da preparare, economici, dai sapori più svariati, i germogli sono una vera miniera di principi nutrizionali che, soprattutto in questa epoca colma di cibi raffinati, sterilizzati, pieni di additivi, costituiscono un fattore di prevenzione e di difesa dei processi vitali dell'organismo.

I semi di cereali o legumi crudi sono indigesti, essi quindi devono essere cotti per renderli commestibili: il calore, infatti, trasforma gli amidi in carboidrati più semplici, le proteine in frammenti più solubili, e così è possibile utilizzarli per la nostra alimentazione, ma con il calore però, la "vita" che è presente allo stato latente nel seme, scompare: infatti un seme dopo la cottura non è più capace di germogliare.
Invece la germogliazione permette di mangiare crudi quegli stessi semi, fornendo cibi ricchi, vitali e nutrienti, in cui l'energia "potenziale" contenuta nel seme si libera e si trasforma in energia assimilabile dall'organismo.
La prossima settimana spiegheremo come produrre i germogli in casa e utilizzarli nella preparazione di gustosissimi piatti!





Pelle nuova a primavera

Ogni tanto, soprattutto quando si avvicina la bella stagione, la nostra pelle ha bisogno di eliminare le cellule morte che la rendono opaca e "a chiazze" e di una sferzata di energia. Provate queste due ricette di SCRUB fai da te, sono economiche e ottime, niente a che vedere con i cosmetici che acquistiamo (vedi ecoconsiglio "Cosmetici:sai cosa ti spalmi?"). Unica avvertenza: se avete la pelle molto sensibile evitate gli scrub o rischiate di arrossarvi troppo.

SBRUB PER IL CORPO: in una ciotolina mescolate 4 cucchiai di sale fino e 4 di bicarbonato di sodio. Unite due cucchiai di olio di mandorle dolci e acqua q.b.per formare una pasta nè troppo densa, nè troppo liquida. Mescolate bene, spalmate sul corpo e cominciate a sfregare la pelle energicamente. Se si arrossa un pò è un bene, vuol dire che state eliminando le cellule morte e la vostra pelle finalmente respira!Insistete sui punti critici: talloni, ginocchia, glutei, gomiti e schiena,siate invece più gentili nell'interno coscia,interno braccia e nella zona petto. Infine sciacquate con acqua tiepida. La pelle risulterà morbidissima, pulita in profondità e profumata.

SCRUB PER IL VISO (per pelli normali): in una ciotolina mescolate 2 cucchiai di argilla in polvere (si compra in erboristeria e costa pochissimo), 2 cucchiaini di miele fluido e acqua calda q.b. per formare una pappetta densa. Spalmate sul viso e lasciate agire per 15 minuti. Rimuovete con acqua tiepida e stendete della crema idratante. L'argilla purifica la pelle, il miele l'addolcisce e la nutre, l'acqua calda dilata i pori per far uscire puntini neri &co. PROVATE, NE VALE LA PENA!



 

Yogurt che compri, yogurt che produci

Lo yogurt, alimento estremamente salutare, ricco di calcio e vitamine, compatibile con qualsiasi dieta e dal potere altamente nutritivo può essere prodotto a casa con pochissimo sforzo!
Lo yogurt che acquistiamo abitualmente al supermercato è trattato con agenti esterni (come aromi e coloranti), in più viene venduto in vasetti di plastica (contenitori che spesso non ricicliamo) e di solito proviene da regioni italiane lontane dalla nostra, ciò vuol dire che ha percorso centinaia di kilometri prima di arrivare a noi (danno ambientale ingente). Lo yogurt prodotto da noi in casa risulta invece essere un prodotto autenticamente genuino, in quanto non vi è alcun intervento di tipo industriale e può essere assunto immediatamente (con tutti i fermenti attivi e vivi), eliminando così i tempi di sosta negli scaffali dei supermercati. Inoltre il prodotto ottenuto è ad impatto ambientale zero, in quanto sono inesistenti i processi di lavorazione industriale (con relativo risparmio energetico e di emissioni di CO2), i costi di trasporto ed i necessari imballaggi. Non da ultimo vi è anche un risparmio economico non trascurabile per il bilancio familiare del consumatore!

Ingredienti per mezzo litro di yogurt: 1/2 litro di latte, 1 vasetto di yogurt bianco intero, una yogurtiera (la vendono nei grandi magazzini a un prezzo irrisorio, circa 8-9 euro).
Lo yogurt fatto in casa senza yogurtiera viene preparato tramite un processo di fermentazione, per cui requisito necessario per la buona riuscita della fermentazione è mantenere costante la temperatura del latte, per questo è indispensabile la yogurtiera.
Versare dentro la yogurtiera il latte e lo yogurt a temperatura ambiente (se sono caldi o freddi i batteri muoiono o al contrario non fermentano). Mescolare molto bene, chiudere il coperchio, attaccare la spina e non muovere nè toccare nulla per 8 ore. Alla fine avrete dello yogurt da poter consumare quasi subito(prima tenetelo 2 ore in frigo). "Scade" dopo 3-4 giorni.





Consigli pratici di riutilizzo


Come promesso, ecco spiegato il procedimento per realizzare innovative lanterne-lattine.
Occorrente:
- lattine vuote (bibite,pelati o scatolame vario)
- un chiodo
- martello
- fil di ferro sottile
- candela tipi tea light
- carta e matita.
Dopo aver svuotato,lavato la lattina e tolto eventuali etichette, copritela internamente con un foglio di carta (fissatelo con del nastro adesivo) sul quale potete disegnare a matita un disegno (preferibilmente semplice e geometrico). Armati di chiodo e martello bucate la lattina seguendo la traccia del disegno, infine praticate due fori in alto e fate passare del fil di ferro per ottenere il manico. Togliete la carta e posizionate dentro la lattina la candela. Una volta accesa e con un pò di buio la vostra lanterna produrrà suggestivi effetti luminosi.




 

Il valore della decrescita, ovvero come un'inversione di rotta pu rendere le nostre vite migliori

Per far sì che la nostra vita quotidiana sia veramente più sostenibile, dovremmo cercare di applicare tre semplici concetti: definiti “parole d’ordine della modernità”, hanno come obiettivo comune diffusione di buone pratiche nell’ottica della difesa e del miglioramento delle condizioni di vita del pianeta.
Si tratta di:
1. RIDURRE i consumi inutili, evitare gli sprechi energetici e migliorare l’efficienza delle tecnologie;
2. RIUTILIZZARE in primo luogo privilegiando gli acquisti durevoli e di qualità ed evitando l’usa e getta, poi usare i beni con attenzione e cura e infine mettere in moto la creatività per utilizzare quante più volte e in quanti più modi i beni prima di buttarli;
3. RICICLARE per avviare i prodotti ormai inservibili verso un corretto dissemblaggio e riuso dei suoi componenti.
Per dimostrarvi che non si tratta di idee puramente teoriche, ogni ecoconsiglio della rubrica, sarà caratterizzato da uno o più “bollini R”, così di volta in volta indicherò quale delle tre si adottano mettendolo in pratica. Ad esempio i consigli dedicati alla cucina con gli avanzi saranno contrassegnati da due R: riutilizzo + riduco. Infatti, cucinando piatti con cibi avanzati, ma ancora ottimi, riutilizziamo dei beni e riduciamo i consumi, evitando l’acquisto di nuove derrate alimentari.
Vi accorgete di come il più delle volte sia davvero semplice e piacevole rendere le nostre azioni più vicine a standard sostenibili per il pianeta!



 

Compostiamo!

R riutilizzo
R riduco
R riciclo
Un metodo davvero efficace, poco impegnativo e vantaggioso per far “sparire” i rifiuti domestici è il compost. La premessa essenziale e necessaria è che facciate già in casa la raccolta differenziata e che, quindi carta, alluminio, plastica e vetro siano separati dall’organico, ossia scarti di cibo, bucce della frutta, ciò che resta nei piatti dopo i pasti e anche foglie secche, scarti della potatura, erba ecc. Così come in natura, ogni cosa che si deposita sul terreno, dopo un certo lasso di tempo si decompone e contribuisce a concimare la zona e “rientrare in circolo”, allo stesso modo possiamo ricreare noi lo stesso processo e utilizzare i rifiuti per ottenere un concime naturale, privo di agenti chimici e a costo zero.
Cosa ci occorre? Un giardino, anche piccolo con un angolo dove il sole batte almeno mezza giornata (col calore il processo di decomposizione avviene prima) dove piazzare una compostiera (apposito bidone con fori ai lati venduto nei negozi di giardinaggio e fai da te).
Cosa si più compostare?
• resti di frutta e ortaggi
• resti di cibi cotti
• fiori secchi
• filtri di tè e caffè
• gusci di uova triturati
• erbacce
• rasatura del prato seccata
• fogliame
• materiali legnosi sminuzzati
Non aggiungete nient’altro se non rientra nell’elenco: altri materiali non si decompongono e rischiano di rovinare l’intera partita di compost. E’ anche molto importante sminuzzare il più possibile il tutto per velocizzare i tempi di decomposizione.
Dopo aver raccolto una buona quantità di rifiuti, immetteteli dentro la compostiera e chiudete bene. Ogni tanto rimestate il compost e dopo circa 6 mesi avrete ottenuto del terriccio ricchissimo di minerali adatto alla concimazione.
Ricordiamo ancora qualche regola base:
• mescolare bene i diversi rifiuti (asciutti e bagnati, grossolani e fini, stagionati e freschi, rifiuti della cucina-rifiuti del giardino) cercando di equilibrare il composto.
• aggiungere di tanto in tanto qualche palata di terra e i resti del compost già maturo (se ne avete a disposizione).
• mantenere il materiale coperto con uno spesso strato di erba o di paglia per evitare la presenza di mosche e insetti.




 

Piccolo spunti per il turista responsabile

Che differenza c’è tra il viaggiatore e il turista? Semplice, l’imprevisto. Il viaggiatore parte alla scoperta di mete lontane, pronto a cogliere tutto ciò che il viaggio porterà con sé, non fa programmi se non di massima e non sa chi incontrerà, sa solo che tornerà a casa diverso, ricco di spunti e nuove esperienze. Al contrario il turista di programmi ne fa eccome: un tour operator ha già studiato nei minimi dettagli un itinerario preciso, fatto spesso di tappe forzate da un luogo ad un altro (giusto il tempo di una foto e via di corsa), quasi sempre molto conosciuto e quindi privato di identità.
Per il turista l’importante è che non ci siano imprevisti, che la vacanza di svolga secondo i riti prestabiliti, che l’albergo abbia la prima colazione italiana, che sia 4 e non 3 stelle, che il bus abbia l’aria condizionata e che l’accompagnatore sia pronto a risolvere ogni minimo problema. A tutto ciò io rispondo: viva l’imprevisto! A meno che non sia catastrofico (e raramente accade) è proprio questo che rende “vero” il viaggio. Quando scegliamo una meta, cerchiamo di non programmare proprio tutto, lasciamo qualcosa al caso, assaporiamo il piacere di vagare per una città senza meta, senza orologio e senza macchina fotografica. Fermiamoci a parlare con le persone o per lo meno osserviamole, proviamo a fare un viaggio “off pist”, cioè fuori dai soliti circuiti.
Mi sono più volte trovata a preferire una passeggiata tra le stradine semi-sconosciute di un paesino semi-sconosciuto alla visita di un famoso monumento. Perché? Perché quei vicoli li sentivo solo miei, perché non c’era una folla che premeva per entrare e potevo respirare quella che io chiamo “la piccola storia”, ossia la storia delle piccole cose e delle persone umili di un luogo. Provate per una volta, anche per una semplice gita domenicale, a scegliere una località sconosciuta ai più e a guardarla con occhi da bambino, curiosi e aperti. Ancora un’idea? Scegliete un’ora inconsueta del giorno e recatevi in un punto della vostra città dove non siete mai stati (ce ne sono tanti, non credete!)…vi sembrerà di aver scoperto un altro mondo.



Cosmetici: sai cosa ti spalmi?

Se un giorno ti venisse in mente di sapere con quali ingredienti sono prodotti i tuoi abituali cosmetici, potresti stupirti nello scoprire che nomi apparentemente innocenti appartengono a sostanze chimiche dannose per la salute. In effetti, chi potrebbe pensare che alcune di esse siano derivati del petrolio, quasi tutti pericolosi per il fegato e i reni se non addirittura cancerogeni? Qualche esempio? Cominciamo col più diffuso, la PARAFFINA (e MINERAL OIL cioè paraffina liquida), contenuta in centinaia di oli e creme idratanti e solari, idrata la pelle, ma forma al contempo una pellicola che ostruisce i pori impedendo la corretta traspirazione epidermica e, di conseguenza, l’eliminazione delle tossine.
E ancora, il PROPYLENE GLYCOL, tensioattivo che può provocare danni al fegato e ai reni, i COLORANTI, tutti potenzialmente cancerogeni, i PROFUMI (aggiunti a praticamente ogni prodotto cosmetico), come l’ALCOOL possono provocare emicrania, capogiri, eruzioni cutanee, reazioni allergiche,scolorimento della cute, tosse, nausee e vomito. La lista di prodotti nocivi non finisce qui, ma è davvero molto lunga e deprimente, soprattutto se pensiamo che manca del tutto una corretta informazione sull’uso dei cosmetici. A tal proposito vi segnalo il sito www.biodizionario.it: contiene una immensa banca dati di ingredienti cosmetici elaborata dal chimico Fabrizio Zago che vi permette, digitando il nome della sostanza, di conoscere i suoi componenti ed effetti sulla salute. Quando, per provare la “genuinità” del collutorio che usavo abitualmente, ho digitato “CI 47005”, sigla riportata sull’etichetta, il biodizionario ha risposto: colorante cosmetico, se ne sconsiglia l’uso, perché pericoloso per la salute. Considerato che altri 5 sui 6 ingredienti risultavano dannosi, ho cambiato marca di collutorio e anche di crema per il viso, per il corpo e di decine di cosmetici. Tuttavia, per limitare l’acquisto di beni industriali, ho provato ad autoprodurne alcuni con ottimi risultati economici (non ho speso quasi niente) e dal punto di vista della soddisfazione personale. Producendo trattamenti di bellezza in casa, per di più evitiamo lo spreco di materiale di imballaggio e le spese di trasporto, dedichiamo un po’ di tempo a noi stessi e soprattutto sappiamo esattamente cosa c’è dentro!
Le ricette che vi propongo mi sono state suggerite da amici appassionati di cosmetica, oppure sono il frutto della mia esperienza personale. Prima di consigliarvele le ho più volte realizzate e provate sulla mia pelle: vi assicuro che sono efficaci e di semplicissima realizzazione. Unica avvertenza: essendo privi di conservanti questi cosmetici vanno sempre tenuti in frigo e consumati entro massimo un mese dalla data di realizzazione.




 

Cosmetici: sai cosa ti spalmi? (seconda parte)

Gli scaffali dei supermercati traboccano di peeling per il corpo, esfolianti, schiume da barba e tonici. Invece di comprare questi prodotti di dubbia provenienza e provata tossicità, proviamo a fare in casa almeno alcuni cosmetici assolutamente naturali, molto efficaci e ad un prezzo irrisorio.
Crema mani di Dayana
Ridurre la buccia di un limone a strisce sottili (eliminando la parte bianca). In un ciotola unire le strisce di limone, il succo e olio d’oliva (circa 3 cucchiai). Mescolare bene e conservare in frigo.
Maschera depurante per il viso
Mescolate argilla in polvere acquistata in erboristeria, 2 cucchiaini di succo di limone e acqua calda q.b. per formare un impasto da stendere sul viso per 15 minuti. Sciacquate con acqua tiepida, asciugate e stendere la crema idratante. Perfetto per pelle grassa e impura (uso: ogni settimana). Per pelle normale uso: ogni 15 giorni.
Acqua tonica all'argilla
1 tazza di acqua (250 ml)
1 cucchiaio di argilla verde ventilata
1 cucchiaino di sale marino fino
Mettere l'acqua e il sale in una terrina, aggiungete l'argilla e mescolate per circa 1 minuto con un cucchiaio di legno. Coprite e lasciate riposare per 1 ora. Travasate l'acqua in una bottiglietta di vetro scuro facendo molta attenzione a non muovere l'argilla che si sarà depositata sul fondo. E' un'acqua purissima e ricca di minerali, dotata di proprietà idratanti e riequilibranti.
Si conserva per 2 settimane a temperatura ambiente. Si usa come tonico prima dell'applicazione delle creme e per rinfrescare il viso.
Sapone da barba profumato
100 g di sapone di Marsiglia
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di acqua
25 gocce di olio essenziale di lavanda o di menta delicata
Preparazione: grattugiate il sapone riducendolo in scaglie, stendete le scaglie su un foglio di giornale e lasciate seccare per un paio di giorni. Polverizzate il sapone essiccato facendo attenzione a non respirare la polvere che si solleva perché è irritante.
Mescolate la polvere di sapone con gli altri ingredienti ottenendo una pasta consistente. Mettete la pasta in una scodella e pressatela bene pareggiando la superficie.
Conservabilità: a temperatura ambiente per 4-5 mesi.
Si usa come un normale sapone da barba, bagnando il pennello, passandolo ripetutamente sulla superficie del sapone per formare la schiuma. Applicare la schiuma e procedete alla rasatura come al solito.
E' un sapone particolarmente emolliente e lubrificante, delicatamente profumato, che facilita la rasatura e lascia la pelle liscia e protetta.




 

Mangio l'avanzo: trucchi saporiti per non sprecare

In Italia ogni anno si buttano via derrate alimentari pari a 60 Kg pro capite, neonati inclusi (Fonti Censis – maggio 2007). Il problema non deriva forse dall’eccessiva abbondanza di cibo acquistato, che spesso deperisce o scade prima di avere il tempo di arrivare sulla tavola? O ancora, quante volte finiscono nella pattumiera pane raffermo e pasta “in più”, perché non abbiamo la voglia di riutilizzarli o ci sembra più comodo acquistare nuovi cibi, magari già pronti? Fino a pochi decenni fa, quando in Italia si era un po’ meno benestanti e un po’ più sobri, si stava molto attenti a non sprecare nulla in cucina e ed era normale che i cibi avanzati ritornassero a tavola il giorno dopo, trasformati in pietanze appetitose. Vogliamo provare allora a dare un’altra possibilità ai nostri avanzi? In fondo basta solo avere un pizzico di fantasia per essere disposti a sperimentare alcune delle inesauribili possibilità che l’arte culinaria ci offre!
1.“Il pane dall’antipasto al dolce”
- PANE “A PIZZA”
Potete utilizzare pane raffermo di qualsiasi tipo, l’importante è che si possa tagliare a fette. Disponete quindi le fette su una teglia coperta con carta forno e conditele con salsa di pomodoro, sale, pepe, origano, formaggio a dadini e un filo d’olio d’oliva. Infornate a 180° per 10 minuti circa. Ovviamente le varianti sono decine, così come decine sono i tipi di pizza esistenti. Provate, ad esempio, a sostituire ai condimenti classici fettine di speck o di prosciutto, anche del giorno prima, e dadini di provola affumicata.
- PANZANELLA
È un piatto originario della caratteristica cucina contadina toscana.
Mettete per 15 minuti del pane raffermo (meglio se pane cotto nel forno a legna) in acqua. Dopo strizzate bene, sbriciolate con le mani e condite con pomodorini in pezzi, fettine di cetriolo, un gambo di sedano tagliato a rondelle, una cipolla rossa tritata, tonno sott’olio, olio d’oliva, sale e foglie di basilico.
- TORTA DI MELE E PANE
Imburrate una pirofila da forno e disponete fettine di mele fino a coprire bene il fondo. A parte grattugiate del pane e aggiungete cioccolato a scaglie (potreste utilizzare il cioccolato delle uova di Pasqua, tanto difficile da smaltire), un pizzico di cannella, 2/3 chiodi di garofano, tre cucchiai di zucchero e cinque amaretti sbriciolati. Alternate strati di mele a strati di pane e infine bagnate tutto bene con del succo di mela. Infornare a 160/180° finchè non il dolce non sarà dorato.




Mangio l'avanzo (seconda parte)

R – riutilizzo
R - riduco
“Un pasto senza rimorsi”
Ecco un altro menù con gli avanzi di pasta, carne e pesce. E per chi avesse ancora voglia di pane, vada a dare una sbirciatina al dolce…
- FRITTATA DI PASTA
In una terrina sbattete delle uova intere, aggiungere formaggio grattugiato, sale, pepe e pasta cotta scondita di qualunque formato. Per le quantità di uova e di pasta, potete regolarvi in base al vostro gusto, in linea di massima per due uova, vanno bene 100 g. di pasta. Mescolate bene e cuocete come una normale frittata.
- POLPETTE SFIZIOSE
Tritare 300 g. carne lessa (ad esempio il bollito del giorno prima) e mescolatela a due cucchiai formaggio grattugiato, prezzemolo tritato, un uovo intero, due cucchiai di pangrattato, quattro amaretti sbriciolati, sale e pepe. Formate delle polpette tonde, passatele nell’uovo sbattuto, nel pangrattato e friggetele.
- SCRIGNO DI PESCE
Non è sempre facile trovare il modo riutilizzare il pesce avanzato, per cui questa semplice ricetta risolve molti problemi!
Occorrono pezzi di pesce cotto al forno, senza lische, né spine. Stendete della pasta sfoglia e tagliatela a quadrati. Al centro di ognuno disponete pesce q.b, aggiungete una manciata di semi di finocchio e di pinoli. Chiudete lo scrigno, spennellate con uovo sbattuto e infornate in forno caldo a 200° per 15/20 minuti.
- DOLCE DI PANE
Riducete a pezzi sei panini raffermi e metteteli in una ciotola con 2/3 tazze di latte tiepido al quale avrete aggiunto vaniglia q.b. in stecche o in polvere e due pugni di uvetta sultanina. Lasciate riposare fino a quando il pane avrà assorbito tutto il latte e sbriciolate il composto con le mani. A parte sbattete due uova con 120 g. di zucchero. Unite il composto di pane mescolando con un cucchiaio di legno e aggiungere 50 g. di cioccolato amaro in polvere. Imburrate e infarinate una tortiera bassa, inseritevi il composto e infornate a 170° per circa 30 minuti.




 

Le tante forme del riutilizzo


La fantasia può suggerci ogni giorno nuovi modi di ridurre i consumi inutili e, di conseguenza, riutilizzare ciò che abbiamo già a disposizione. Ecco qualche piccolo consiglio in merito:
1) NON BUTTATE VIA GLI ABITI, ANCHE SE SONO FUORI MODA
Mai sentito parlare di "vintage"? Studi scientifici l'hanno dimostrato:dopo trent'anni gli abiti vecchi tornano di moda. Basta avere un pò di pazienza...
2)CONTROLLA STUFE E STUFETTE
Le stufe, anche quelle piccole portatili, devono riscaldare l’ambiente, ma spesso invece hanno un isolamento scadente e riscaldano solo se stesse!
3) RIUTILIZZA I SACCHETTI DI PLASTICA
Sembra stupido ripeterlo,perchè lo sappiamo tutti, ma lo facciamo sempre?Siete ancora di quelli che comprano al supermercato le confezioni di sacchetti per la spazzatura, invece di usare quelli che hanno ammonticchiati in un angolo?




 

Le tante forme del riutilizzo (seconda parte)

Riutilizzo in cucina:

1) Fondi di caffè e gusci d'uovo sono ottimi fertilizzanti: aggiungeteli alla terra dei vostri vasi e avrete piante splendide grazie ad un concime assolutamente naturale e a costo zero.
2) L'acqua nella quale cuociamo pasta e riso, arricchitasi di amido, è un ottimo sgrassante per stoviglie, quindi non buttatela via, ma mettetela da parte per il "dopo pranzo"!
3) Anche la cenere (se avete un caminetto o un forno a pietra potete disporne in abbondanza) è un potente sgrassante, tanto è vero che le nostre nonne la utilizzavano e oggi esistono detersivi alla cenere "attiva".
Usatela per lavare i piatti mettendone di volta in volta un pugnetto sulla spugna e mescolando un pò di succo di limone o aceto. E' davvero formidabile!


 







 

 





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