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18.10.08

Salvalarte la campagna di Legambiente
per la tutela del patrimonio artistico minore
arriva a Catania

Presentato in conferenza stampa il dossier
sullo stato di salute degli edifici liberty di Catania


Visita guidata su due ruote per le Ville Liberty del capoluogo




in collaborazione con
Etna Free Bike



Ha fatto tappa anche Catania il viaggio siciliano di Salvalarte 2008. La campagna itinerante di Legambiente che da tredici anni si occupa di beni culturali e si batte per la conservazione e la valorizzazione dei tanti gioielli poco noti disseminati per lo Stivale e che sta attraversando l’Italia in bicicletta e in treno insieme alla FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

I volontari del Cigno Verde hanno presentato questa mattina in conferenza stampa il dossier dedicato allo stato di salute di ville ed edifici liberty cittadini elaborato dal Circolo Legambiente Catania.
Hanno parlato della storica campagna per i beni culturali e degli esempi di Art Nouveau catanese: Federica Sacco, Responsabile Nazionale Salvalarte, Vincenzo Scalia, Reponsabile Salvalarte Legambiente Catania, Renato De Pietro, Presidente Legambiente Catania, Maria Grazia Nania, Legambiente Catania, e Roberto Greco, Presidente di Etna Free Bike. Nella medesima occasione, inoltre, è stato reso pubblico l’itinerario della visita guidata su due ruote prevista per domani, domenica 19 ottobre, e organizzata in collaborazione tra Legambiente ed Etna Free Bike Catania. Ancora una volta ad essere sotto i riflettori sarà il Liberty di Catania, con Villa Miranda, Villa Manganelli, Villa Del Grado, Villa Bonajuto, Palazzina Trincali e Villa Majorana.

Entrambe le iniziative nascono con l’obiettivo di andare alla scoperta di un patrimonio artistico-architettonico poco conosciuto, ma anche con quello di monitorare lo stato di conservazione di questi “gioielli dimenticati” ed i rischi a cui sono sottoposti.

Numerose celebri costruzioni della Catania Liberty sono state distrutte durante gli scempi edilizi perpetrati tra gli anni ‘50 e ’70 dello scorso secolo e le costruzioni sopravvissute fino ad oggi, tuttavia, non sempre hanno conservato le caratteristiche decorative originarie e spesso non è stata preservata neppure l’integrità architettonica. Idem dicasi per gli arredi e le decorazioni degli interni.

“Dalla nostra ricerca è emerso che sono stati soprattutto i cambiamenti di destinazione d’uso, da residenze signorili a esercizi commerciali o ad istituti bancari – ha spiegato Vincenzo Scalia, Reponsabile Salvalarte Legambiente Catania – a determinare modifiche radicali che hanno snaturato l’aspetto ed il senso del progetto originario di molti edifici Liberty. Che siano di stile neoclassico, eclettico o modernista, gli edifici della Catania fine Ottocento - inizio Novecento andrebbero rigorosamente preservati”.

Sopravvissuto agli anni delle speculazioni edilizie selvagge, il complesso di ville ed edifici storici di viale Regina Margherita e viale XX Settembre si presenta tuttora come un contesto architettonico omogeneo, che andrebbe messo sotto tutela integrale. Non solo. Visto che i vicoli da soli non bastano a garantire tutela e salvaguardia, per proteggere questo importante patrimonio servirebbero controlli periodici e puntuali.

“I pericoli e le minacce che assediano il nostro patrimonio liberty, che ricordiamo è in gran parte privato – ha spiegato Renato De Pietro, Responsabile di Legambiente Catania – arrivano dagli abbattimenti e, soprattutto, dalle ristrutturazioni. Non sempre, infatti, il restyling di questi villini rispetta i vincoli imposti dalla Sovrintendenza. E molto spesso questi beni non sono neanche sotto tutela. Per fronteggiare questa situazione e conservare intatto il volto Liberty di Catania, è necessaria una maggiore tutela che riguardi edifici e giardini storici ma anche più controlli”.

Citiamo un caso per tutti: Villa Manganelli, dove sono in corso lavori di ristrutturazione per i quali Legambiente ha chiesto di visionare gli atti. Ha rincarato la dose Maria Grazia Nania, di Legambiente Catania: “i gioielli del Liberty catanese sono minacciati anche dalle nuove linee guida delineate dalla revisione del PRG di Catania. Il nuovo piano, infatti, presenta un evidente arretramento del livello di salvaguardia architettonica e ambientale della città rispetto al precedente Piano regolatore”. In particolare è l’estesa applicazione delle cosiddette “Aree risorsa” a mettere a rischio di distruzione intere aree di grande valore storico, paesaggistico ed ambientale.

“Salvalarte – ha concluso Federica Sacco, responsabile nazionale della campagna – si rivolge a tutti i cittadini che credono nell’importanza di trasmettere alle generazioni future, e non solo, un patrimonio architettonico e ambientale ben conservato, a coloro che vogliono rivendicare l’appartenenza alla propria città e vivere un territorio a misura di uomo. Il nostro patrimonio storico artistico, è unico al mondo, ma una parte di questa ricchezza viene spesso messa a rischio per incapacità, ignoranza o noncuranza. Tutelare i nostri beni artistici, rispettare i vincoli paesaggistici e la gestione sostenibile delle città d’arte rappresenta, invece, un importante fattore di sviluppo, benessere e cultura" (Scarica il Dossier)



Il tour siciliano della carovana del Cigno Verde è proseguito domenica 19 ottobre con la visita guidata su due ruote per le Ville Liberty di Catania organizzata in collaborazione con Etna Free Bike







 

 

L'arte da salvare
Contro il degrado e l’abbandono Salvalarte percorre la penisola alla ricerca di tesori d’arte e tradizioni dimenticati, per riportare alla luce parte del patrimonio nazionale troppo spesso ignorato dalle istituzioni ed escluso dalle rotte turistiche.Un viaggio che Legambiente compie assieme ai cittadini, ai ragazzi, alle istituzioni e a tutti coloro che desiderano partecipare in prima persona al recupero di pezzi del nostro passato, nella consapevolezza che sia necessario arginare il degrado, una bruttura che costituisce solo uno spreco di opportunità per i territori. Individuare e segnalare monumenti degradati, paesaggi dimenticati, siti archeologici abbandonati all'oblio, è lo scopo del viaggio di Legambiente. Le parole chiave della campagna sono anche quest'anno, tutela e valorizzazione.

L'Italia è considerata, non a torto, la culla della cultura occidentale. Il suo immenso patrimonio non è concentrato esclusivamente nelle città d'arte, ma è diffuso capillarmente sull'intero territorio nazionale. Numerose opere d'arte di indubbio valore sono nascoste in centri minori, collocati fuori dai grandi circuiti e rischiano di cadere nell'oblio e nel degrado. Capolavori d'arte e di natura unici, come il santuario italico di Sulmona o l'affascinante ecosistema del Delta del Po, per non parlare degli affreschi della chiesa dell'Annunziata di Jelsi (CB), sono solo alcuni dei tesori che vengono regolarmente ignorati. Salvalarte vuole restituire a questi luoghi il protagonismo che meritano.
L'arte salvata

Sono ormai moltissimi i monumenti segnalati nel corso degli anni da Legambiente. Tesori che costituiscono la memoria di intere generazioni vissute per secoli in comuni che hanno scritto la storia dell'Italia; una miriade di realtà dal notevole interesse storico e artistico, custodi di tradizioni antiche, che rischia di scomparire per sempre.

Salvalarte è riuscita strappare al declino importantissime testimonianze storiche, come i bacini ceramici medievali del campanile di Sant'Oliva a Cori (LT), l'affresco di Santa Caterina d'Alessandria a Bodolato (CZ), le meridiane ad Arceto (RE) e il fregio dell'architrave bizantina della chiesa di San Francesco di Paola ad Oria (BR).


Il viaggio 2008

Quest'anno Salvalarte vuole dare una nuova impronta al suo viaggio puntando i riflettori, oltre che sulla salvaguardia e sul recupero dei tesori artistici ed ambientali, anche sul turismo sostenibile. Per questo l'intero stivale verrà attraversato dalla carovana di Legambiente con una modalità di trasporto integrata tra treno e bicicletta. Un viaggio lento che coniuga il rapporto con il territorio e con le sue tradizioni, con il rispetto della sostenibilità ambientale e culturale dei luoghi.

Il turismo dolce è la scommessa per un futuro sostenibile perché, a differenza di un turismo mordi e fuggi, consente la conoscenza delle mete scelte, permettendo di viverle appieno e di limitare l'impatto sul patrimonio artistico e culturale.

E' possibile seguire il viaggio di Salvalarte non solo pedalando, ma anche navigando, dal sito nazionale www.legambiente.eu