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LEGAMBIENTE Catania - Piazza C. Alberto, 47 95129 Catania.
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18.10.08
Salvalarte
la campagna di Legambiente
per
la tutela del patrimonio artistico minore
arriva a Catania
Presentato in conferenza stampa il dossier
sullo stato di salute degli edifici liberty di Catania
Visita
guidata su due ruote per le Ville Liberty del capoluogo
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Ha fatto tappa anche Catania il viaggio siciliano di Salvalarte 2008.
La campagna itinerante di Legambiente che da tredici anni si occupa
di beni culturali e si batte per la conservazione e la valorizzazione
dei tanti gioielli poco noti disseminati per lo Stivale e che sta attraversando
l’Italia in bicicletta e in treno insieme alla FIAB, la Federazione
Italiana Amici della Bicicletta.
I volontari del Cigno Verde hanno presentato questa mattina in conferenza
stampa il dossier dedicato allo stato di salute di ville ed edifici
liberty cittadini elaborato dal Circolo Legambiente Catania.
Hanno parlato della storica campagna per i beni culturali e degli esempi
di Art Nouveau catanese: Federica Sacco, Responsabile
Nazionale Salvalarte, Vincenzo Scalia, Reponsabile
Salvalarte Legambiente Catania, Renato De Pietro, Presidente
Legambiente Catania, Maria Grazia Nania, Legambiente
Catania, e Roberto Greco, Presidente di Etna Free Bike.
Nella medesima occasione, inoltre, è stato reso pubblico l’itinerario
della visita guidata su due ruote prevista per domani, domenica 19 ottobre,
e organizzata in collaborazione tra Legambiente ed Etna Free Bike Catania.
Ancora una volta ad essere sotto i riflettori sarà il Liberty
di Catania, con Villa Miranda, Villa Manganelli, Villa Del Grado, Villa
Bonajuto, Palazzina Trincali e Villa Majorana.
Entrambe le iniziative nascono con l’obiettivo di andare alla
scoperta di un patrimonio artistico-architettonico poco conosciuto,
ma anche con quello di monitorare lo stato di conservazione di questi
“gioielli dimenticati” ed i rischi a cui sono sottoposti.
Numerose celebri costruzioni della Catania Liberty sono state distrutte
durante gli scempi edilizi perpetrati tra gli anni ‘50 e ’70
dello scorso secolo e le costruzioni sopravvissute fino ad oggi, tuttavia,
non sempre hanno conservato le caratteristiche decorative originarie
e spesso non è stata preservata neppure l’integrità
architettonica. Idem dicasi per gli arredi e le decorazioni degli interni.
“Dalla nostra ricerca è emerso che sono stati soprattutto
i cambiamenti di destinazione d’uso, da residenze signorili a
esercizi commerciali o ad istituti bancari – ha spiegato Vincenzo
Scalia, Reponsabile Salvalarte Legambiente Catania – a determinare
modifiche radicali che hanno snaturato l’aspetto ed il senso del
progetto originario di molti edifici Liberty. Che siano di stile neoclassico,
eclettico o modernista, gli edifici della Catania fine Ottocento - inizio
Novecento andrebbero rigorosamente preservati”.
Sopravvissuto
agli anni delle speculazioni edilizie selvagge, il complesso di ville
ed edifici storici di viale Regina Margherita e viale XX Settembre si
presenta tuttora come un contesto architettonico omogeneo, che andrebbe
messo sotto tutela integrale. Non solo. Visto che i vicoli da soli non
bastano a garantire tutela e salvaguardia, per proteggere questo importante
patrimonio servirebbero controlli periodici e puntuali.
“I pericoli e le minacce che assediano il nostro patrimonio liberty,
che ricordiamo è in gran parte privato – ha spiegato Renato
De Pietro, Responsabile di Legambiente Catania – arrivano dagli
abbattimenti e, soprattutto, dalle ristrutturazioni. Non sempre, infatti,
il restyling di questi villini rispetta i vincoli imposti dalla Sovrintendenza.
E molto spesso questi beni non sono neanche sotto tutela. Per fronteggiare
questa situazione e conservare intatto il volto Liberty di Catania,
è necessaria una maggiore tutela che riguardi edifici e giardini
storici ma anche più controlli”.
Citiamo un caso per tutti: Villa Manganelli, dove sono in corso lavori
di ristrutturazione per i quali Legambiente ha chiesto di visionare
gli atti. Ha rincarato la dose Maria Grazia Nania, di Legambiente Catania:
“i gioielli del Liberty catanese sono minacciati anche dalle nuove
linee guida delineate dalla revisione del PRG di Catania. Il nuovo piano,
infatti, presenta un evidente arretramento del livello di salvaguardia
architettonica e ambientale della città rispetto al precedente
Piano regolatore”. In particolare è l’estesa applicazione
delle cosiddette “Aree risorsa” a mettere a rischio di distruzione
intere aree di grande valore storico, paesaggistico ed ambientale.
“Salvalarte – ha concluso Federica Sacco, responsabile nazionale
della campagna – si rivolge a tutti i cittadini che credono nell’importanza
di trasmettere alle generazioni future, e non solo, un patrimonio architettonico
e ambientale ben conservato, a coloro che vogliono rivendicare l’appartenenza
alla propria città e vivere un territorio a misura di uomo. Il
nostro patrimonio storico artistico, è unico al mondo, ma una
parte di questa ricchezza viene spesso messa a rischio per incapacità,
ignoranza o noncuranza. Tutelare i nostri beni artistici, rispettare
i vincoli paesaggistici e la gestione sostenibile delle città
d’arte rappresenta, invece, un importante fattore di sviluppo,
benessere e cultura”.
Il tour siciliano della carovana del Cigno Verde è proseguito
domenica 19 ottobre con la visita guidata su due ruote per le Ville
Liberty di Catania.
il dossier
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Contro
il degrado e l’abbandono Salvalarte percorre la penisola
alla ricerca di tesori d’arte e tradizioni dimenticati,
per riportare alla luce parte del patrimonio nazionale troppo
spesso ignorato dalle istituzioni ed escluso dalle rotte turistiche.Un
viaggio che Legambiente compie assieme ai cittadini, ai ragazzi,
alle istituzioni e a tutti coloro che desiderano partecipare in
prima persona al recupero di pezzi del nostro passato, nella consapevolezza
che sia necessario arginare il degrado, una bruttura che costituisce
solo uno spreco di opportunità per i territori. Individuare
e segnalare monumenti degradati, paesaggi dimenticati, siti archeologici
abbandonati all'oblio, è lo scopo del viaggio di Legambiente.
Le parole chiave della campagna sono anche quest'anno, tutela
e valorizzazione. |
L'Italia
è considerata, non a torto, la culla della cultura occidentale.
Il suo immenso patrimonio non è concentrato esclusivamente nelle
città d'arte, ma è diffuso capillarmente sull'intero territorio
nazionale. Numerose opere d'arte di indubbio valore sono nascoste in
centri minori, collocati fuori dai grandi circuiti e rischiano di cadere
nell'oblio e nel degrado. Capolavori d'arte e di natura unici, come
il santuario italico di Sulmona o l'affascinante ecosistema del Delta
del Po, per non parlare degli affreschi della chiesa dell'Annunziata
di Jelsi (CB), sono solo alcuni dei tesori che vengono regolarmente
ignorati. Salvalarte vuole restituire a questi luoghi il protagonismo
che meritano.
L'arte salvata
Sono
ormai moltissimi i monumenti segnalati nel corso degli anni da Legambiente.
Tesori che costituiscono la memoria di intere generazioni vissute per
secoli in comuni che hanno scritto la storia dell'Italia; una miriade
di realtà dal notevole interesse storico e artistico, custodi
di tradizioni antiche, che rischia di scomparire per sempre.
Salvalarte
è riuscita strappare al declino importantissime testimonianze
storiche, come i bacini ceramici medievali del campanile di Sant'Oliva
a Cori (LT), l'affresco di Santa Caterina d'Alessandria a Bodolato (CZ),
le meridiane ad Arceto (RE) e il fregio dell'architrave bizantina della
chiesa di San Francesco di Paola ad Oria (BR).
Il viaggio 2008
Quest'anno
Salvalarte vuole dare una nuova impronta al suo viaggio puntando i riflettori,
oltre che sulla salvaguardia e sul recupero dei tesori artistici ed
ambientali, anche sul turismo sostenibile. Per questo l'intero stivale
verrà attraversato dalla carovana di Legambiente con una modalità
di trasporto integrata tra treno e bicicletta. Un viaggio lento che
coniuga il rapporto con il territorio e con le sue tradizioni, con il
rispetto della sostenibilità ambientale e culturale dei luoghi.
Il
turismo dolce è la scommessa per un futuro sostenibile perché,
a differenza di un turismo mordi e fuggi, consente la conoscenza delle
mete scelte, permettendo di viverle appieno e di limitare l'impatto
sul patrimonio artistico e culturale.
E' possibile seguire il viaggio di Salvalarte non solo pedalando, ma
anche navigando, dal sito
www.legambiente.eu
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