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19.07.08


No Ecomafia Tour ad Acireale



In uno scenario complessivo allarmante per tutta la Sicilia – che si conferma al quinto posto tra le regioni italiane nella classifica sulle illegalità ambientali accertate nel 2007 – si è svolta la quarta tappa siciliana di presentazione del rapporto “Ecomafia 2008” di Legambiente, parte del tour “No Ecomafia 2008” che attraversa le più grandi città italiane.

Il tour ha lo scopo di divulgare il rapporto Ecomafia e di portarlo in mezzo alla gente per parlare di criminalità ambientale e sollecitare una sempre maggiore partecipazione dei cittadini e delle istituzioni nella lotta al crimine ambientale, alla luce dei dati raccolti ed elaborati da Legambiente grazie alla collaborazione di tutte le Procure nazionali e delle forze di Polizia.

 

Il dossier “Ecomafia 2008” stila una non invidiabile classifica della distribuzione territoriale dell'ecomafia nella regione: tra le province siciliane, in testa per illegalità commesse nel corso del 2007 in materia ambientale c'è Messina, con ben 659 infrazioni accertate, 386 persone denunciate e 193 sequestri effettuati; seguono in ordine in questa graduatoria poco edificante, le province di Catania con 444 infrazioni accertate, 150 persone denunciate e 107 sequestri effettuati e Palermo con 366 infrazioni, 189, denunciati, e 162 sequestri.

Il dossier non si limita ad uno sterile elenco di numeri ma evidenzia le criticità intrinseche della gestione ambientale che potrebbero diventare in futuro cause di emergenze devastanti, così come quella del ciclo illegale del cemento e dei rifiuti. Desta particolare preoccupazione l’attuale sistema regionale di gestione dei rifiuti, che rischia di andare al collasso entro il luglio del prossimo anno: e sarà emergenza rifiuti come in Campania.

Troppi sprechi e troppe inefficienze nella gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia, costi troppo alti a fronte di un servizio che attesta a poco più del 6 % la percentuale di raccolta differenziata.
Così alla criminalità ambientale si aggiunge pure la mala-gestione pubblica della spazzatura.

Secondo la fotografia scattata nel rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente, ogni giorno nel nostro paese vengono registrati 83 reati contro l'ambiente: la Campania occupa stabilmente il primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale, seguita dalla Calabria e dalla Puglia.

In totale, nel 2007, gli eco-reati sono aumentati del 27,3% rispetto al 2006 e il loro giro d'affari si è allargato fino a 18,4 miliardi di euro, sono in aumento gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti. I clan dell'ecomafia salgono a 239, ben 36 in più rispetto allo scorso anno.

Allarmante il fenomeno delle microdiscariche che rappresenta un vero e proprio bollettino di guerra interessando quasi tutte le provincie siciliane: quelle sequestrate lo scorso anno, secondo il calcolo di Legambiente, avrebbero un’ estensione di oltre 300 chilometri quadrati, pari a 5000 campi di calcio.

Di questo e di tanto altro si è parlato ieri sera sulla terrazza del Museo dell'Opera dei Pupi, in via Alessi ad Acireale nell'incontro organizzato dal Circolo “Sartorius Waltershausen” di Legambiente Acireale.
Luogo ameno e significativo, mentre la vista spaziava tra i tetti e i “cento” campanili acesi e la luna piena riempiva l'orizzonte, i presenti hanno preso coscienza della necessità di un impegno personale di tutti i cittadini per superare le logiche del profitto a danno dell'ambiente, gli atti commessi a beneficio di pochi e danno di tutti: tra i pupi per non esser “pupi”.

All'incontro sono intervenuti il Vice Questore Aggiunto Dott.ssa Cristina Fagone del Commissariato di Acireale, il Comandante della Polizia Municipale di Acireale Colonnello Alfio Licciardello, il Tenente Daniele Narduzzi della Compagnia Carabinieri di Acireale, il Tenente Roberto Pollari della Compagnia Guardia di finanza di Acireale, e il Luogotenente Guastella Comandante della Stazione C.C.

Assenti rumorosi – in parte giustificati – i rappresentanti del governo cittadino, dal Sindaco agli Assessori, presenti invece il presidente del consiglio comunale Fabrizio Busà e i consiglieri – sia di maggioranza che di opposizione – Raneri, Scalia, Bonaventura, Cicala e Di Mauro.

I lavori sono stati coordinati dalla Dott.ssa Francesca Messina di Legambiente Acireale e sono stati portati avanti in modo coinvolgente dai relatori. La Dott.ssa Messina ha focalizzato l'attenzione sull'importanza della collaborazione fattiva tra il mondo associazionista e le forze di polizia ed ha sottolineato l'esigenza di sensibilizzare la cittadinanza sulle ferite che l'azione indiscriminata della criminalità ambientale infligge all'ambiente naturale. (foto del tavolo dei relatori)

Il Dott. Tiziano Granata, responsabile dell'Ufficio Ambiente e Legalità di Legambiente Sicilia, ha presentato il dossier “Ecomafia 2008” fornendo una visione di ampio respiro sugli articolati intrecci tra criminalità e “emergenze” ambientali e sottolineando l'esigenza che i crimini ambientali vengano inquadrati all'interno di fattispecie penali e il pericolo che correranno le indagini sull'ecomafia a seguito dell'introduzione della nuova norma sulle intercettazioni telefoniche.

L'incontro di Acireale ha avuto anche l'obiettivo forte di portare all'attenzione problemi ambientali prettamente locali, acesi, non direttamente legati alle attività della criminalità organizzata ma sintomi di una debole sensibilità ambientale; a tale scopo è intervenuto il Dott. Roberto De Pietro di Legambiente Catania e membro del Comitato Tecnico Scientifico del Parco dell'Etna che ha approfondito il tema della conservazione e degli interventi di sistemazione della Riserva Naturale Orientata “La Timpa” di Acireale, portando efficacemente l'attenzione sull'esigenza di effettuare delle valutazioni complete preventivamente alle scelte politiche di realizzazione di opere di conservazione delle risorse naturali, spesso più dannose che efficaci.

Sulla sparizione della famosa “sorgente Miuccio” - affascinanti cascatelle di acqua dolce che sgorgavano sulla spiaggia del mulino di Santa Maria la Scala – si sono avvicendati l'Avv. Marcello Bonaventura e l'Avv. Orazio Arcidiacono, rispettivamente precedente e attuale difensore civico del comune di Acireale, che hanno approfondito con dovizia di particolari e precisione giuridica le vicende che hanno portato alla realizzazione del mostruoso impianto di captazione delle acque costruito dalla Sogip in una delle località simbolo della riviera dei limoni, alla foce gorgogliante del fiume Aci: una riproposizione in tubi di acciaio e urlanti pompe meccaniche del mito tragico del ciclope Polifemo e della sua vittima, il pastorello Aci.

Per ultimo, con grande verve e cristallino rigore scientifico, il Dott. Geologo Pippo Filetti del Centro Scientifico per l'ambiente di Acireale ha letteralmente sviscerato la “Muntagna” descrivendone le caratteristiche geologiche e morfologiche per spiegare la genesi delle nostre acque potabili e la sensibilità di questo sistema all'eventualità degli inquinamenti che deriverebbero dagli impianti di discariche lungo le pendici del vulcano e lasciando intuire il prezzo che ciascuno di noi già rischia di pagare di fronte alle innumerevoli discariche abusive che giornalmente vi fioriscono.

Al termine delle relazioni si è dato spazio ai convenuti per esprimere i propri pensieri, decisa ne è scaturita la dichiarazione del Tenente Narduzzi della Compagnia di Acireale che ha ribadito la costanza dell'impegno delle forze di polizia nel contrasto alla criminalità ambientale e l'esigenza che di questa siano protagonisti tutti i cittadini, contribuendo con senso civico e responsabilità alla tutela del proprio territorio.
Inoltre, il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Busà, ha rivolto un saluto per conto del consiglio comunale significando l'attenzione che i problemi ambientali richiamano nell'ambito dei confronti politici locali.
Infine il presidente di Legambiente Acireale, Ernesto Raciti, ha evidenziato l'importanza della diffusione della cultura ambientale responsabile che sempre più cittadini sentono necessaria per permettere che i luoghi in cui viviamo possano essere vivibili anche dalle generazioni future, sottolineando l'efficacia dei piccoli gesti e il valore del “rifiuto dei rifiuti”.

La serata si è conclusa tra le soavi note del flauto di Anna Spoto e delle chitarre magistralmente arpeggiate da Michele Gagliano e Massimo Genovese, che hanno accompagnato i presenti tra le suggestioni della musica sotto una sorridente e luminosa luna piena.



Ufficio Stampa Legambiente Acireale










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