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15.03.08

Gravissime alterazioni ambientali nel bosco di Aci S. Antonio.

Legambiente si rivolge alla Magistratura

Legambiente ha presentato ieri un esposto al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania per denunziare le gravi manomissioni che si stanno effettuando all’interno del bosco di Aci S. Antonio, sito nei pressi della frazione di S. Maria La Stella.

Sono in corso di realizzazione estesi sbancamenti, l’ampliamento di piste, la distruzione della vegetazione, lo spargimento di rifiuti di ogni tipo, nonché il taglio di alberi ed arbusti. Tali attività sono effettuate da una ditta che opererebbe per conto della Provincia regionale di Catania, ente proprietario dell’area.

Questo bosco riveste un eccezionale interesse naturalistico in quanto è l’ultimo della fascia pedemontana etnea a presentare una significativa estensione e continuità ambientale. Il bosco, oltre ad essere assoggettato alla normativa specifica per la salvaguardia delle aree boscate ed a quella paesaggistica, è sottoposto a tutela dall’Unione Europea quale Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) denominato “ITA070021 Bosco di S. Maria la Stella”.

Tali attività, per i gravi danni ambientali che stanno arrecando, risultano in aperto contrasto con le normativa di tutela, nonché con la disciplina urbanistica a causa della creazione di ampie piste dove esistevano sentieri o tracciati di esigua ampiezza.

Sembrerebbe che gli interventi siano finalizzati a creare fasce tagliafuoco e a rimuovere cumuli di rifiuti abbandonati in alcuni siti dell’area. Riguardo alle piste tagliafuoco va osservato che esse non possono essere realizzate con le modalità adottate dalla Provincia regionale ma andrebbero eventualmente create senza l’impiego di mezzi meccanici e con ampiezze di gran lunga inferiori.

Ancor più irrazionale appare lo spargimento di rifiuti che erano presenti in cumuli localizzati in quanto tale operazione ha contaminato ampie porzioni di territorio integro, rendendo adesso oltremodo difficile, se non impossibile, la completa rimozione di tali rifiuti a causa del loro mescolamento con il suolo. In alcuni casi i rifiuti sono stati probabilmente interrati con terra mista ad altri rifiuti.

Legambiente ritiene di estrema gravità che tali interventi distruttivi siano condotti dall’ente che dovrebbe invece custodire e tutelare un territorio di così grande valore naturalistico. Purtroppo, non è la prima volta che Legambiente denunzia comportamenti lesivi degli ambienti naturali da parte della Provincia regionale di Catania e pertanto rivolge un invito ai massimi vertici dell’Ente affinché i responsabili siano individuati e simili azioni non possano più ripetersi. Al fine di scongiurare ulteriori danni ambientali Legambiente ha inoltre chiesto al Procuratore della Repubblica il sequestro del cantiere.

 

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